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Votazioni 7 marzo: LPP, no del comitato intergenerazionale sinistra

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 febbraio 2010 - 12:51
(Keystone-ATS)

BERNA - Esponenti di sinistra, giovani e anziani, sono scesi oggi in campo per combattere l'abbassamento dell'aliquota minima di conversione nel secondo pilastro, tema in votazione il prossimo 7 marzo. La modifica della LPP, invece di favorire la solidarietà intergenerazionale andrà a solo vantaggio delle rendite e dei bonus degli assicuratori, ha ammonito in una conferenza stampa a Berna il presidente della Gioventù socialista svizzera (GISO) Cédric Wermuth.
Chi sostiene la modifica della Legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP) si è fatto ammaliare dagli assicuratori, afferma il "Comitato intergenerazionale: giovani e vecchi contro l'abbassamento delle rendite".
La riduzione dell'aliquota di conversione dall'attuale 7% al 6,4% entro il 2016 peggiora la situazione dei giovani. Visto che il secondo pilastro è obbligatorio unicamente dalla metà degli anni Ottanta, i giovani di oggi durante la loro carriera professionale avranno pagato più a lungo degli attuali pensionati. Malgrado ciò, se il popolo in votazione dovesse avallare la modifica di legge, beneficeranno di una rendita inferiore. Questa, contrariamente a aquanto fanno gli assicuratori, non può essere fatta passare per solidarietà intergenerazionale, insite il comitato.
Quest'ultimo, oltre alla GISO, comprende i giovani ecologisti, le organizzazioni giovanili dei sindacati Unia, del personale dei trasporti (SEV), dei servizi pubblici (SSP/VPOD), dell'associazione dei media Svizzera (Comedia), della comunicazione, nonché l'Associazione dei vecchi, invalidi, vedovi e orfani (AVIVO) e la Federazione delle associazioni dei pensionati e d'autoaiuto in Svizzera (VASOS).

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