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Costruttive: così ha definito il portavoce del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) le discussioni tenutesi oggi a Opatija, in Croazia, tra la consigliera federale Simonetta Sommaruga e i ministri croati dell'interno Ranko Ostojić e degli affari esteri Vesna Pusić sull'impatto del voto del 9 febbraio. L'incontro è avvenuto a margine della conferenza ministeriale sulla cooperazione regionale in materia di polizia nell'Europa sudorientale organizzata dalla Svizzera e dalla Croazia.

In tale occasione Berna e Zagabria hanno anche discusso con interlocutori croati sulla questione dell'accesso dei cittadini croati al mercato del lavoro svizzero.

Questo incontro è avvenuto dopo che Bruxelles, venerdì scorso, aveva accolto con poco entusiasmo una proposta svizzera che mirava a sbloccare la questione della libera circolazione con la Croazia.

Secondo informazioni di stampa di venerdì scorso, la Svizzera ha proposto alla Croazia di applicare la libera circolazione delle persone senza formalmente firmare il protocollo sull'estensione dell'accordo concluso tra la Svizzera e l'Unione europea (UE). In cambio Berna chiede lo sblocco degli accordi "Horizon 2020" et "Erasmus+".

Una portavoce del DFGP, interrogata dall'ats, ha ribadito che nei colloqui bilaterali in Croazia oggi non è stato deciso nulla. La situazione non cambierà fino a quando non sarà raggiunto un accordo con l'UE.

Secondo un diplomatico europeo, la Commissione custode dei trattati europei ritiene che Zagabria non possa giuridicamente raggiungere intese separate con la Svizzera. Diventando Stato membro, la Croazia ha infatti ripreso tutto il diritto valevole all'interno dell'UE.

Con la visita a Zagabria, la responsabile del DFGP conclude un viaggio di lavoro nel corso del quale ha incontrato diversi ministri dei Balcani occidentali per incontri bilaterali. Il Kosovo, la Bosnia-Erzegovina e la Croazia sono importanti partner della Svizzera, in particolare per la cooperazione in materia di polizia e migrazione.

SDA-ATS