Il voto elettronico è oggi facilmente manipolabile e inutilmente caro: ne è convinto il comitato promotore dell'iniziativa "per una democrazia sicura e affidabile", che oggi a Lucerna ha dato il via alla raccolta delle firme per chiedere una moratoria sul tema.

"Il voto elettronico rappresenta una grave minaccia per la democrazia diretta", affermano i proponenti in un comunicato odierno. La Svizzera sta diventando un obiettivo interessante per i pirati informatici elvetici e stranieri: la fiducia nei sistemi elettorali e di voto viene messa in forse.

La Confederazione - si legge nella nota - porta avanti i suoi progetti di e-voting con "eccessivo zelo", nonostante la loro scarsa utilità: non vi sarà infatti alcun aumento dell'affluenza alle urne, né le procedure saranno semplificate. I sistemi di voto elettronico odierni sono insicuri, facilmente manipolabili e troppo costosi: occorre quindi "staccare la spina", affermano gli iniziativisti.

Il comitato precisa che non è composto da nemici della tecnologia: al contrario, vi fanno parte solamente persone affini all'informatica, molte delle quali lavorano nel ramo. "Se mai sarà possibile votare elettronicamente senza rischi, saremo i primi ad avere una visione positiva dell'introduzione del canale di voto elettronico", si afferma.

L'iniziativa introduce nella Costituzione il divieto dell'e-voting. Si tratta però di una moratoria, perché la proibizione potrebbe essere revocata, al più presto cinque anni più tardi, se dovessero essere adempiute varie condizioni concretamente descritte in una disposizione transitoria.

Il testo è stato pubblicato sul Foglio federale il 12 marzo. Gli iniziativisti hanno quindi tempo sino al 12 settembre 2020 per raccogliere le 100'000 firme necessarie per portare il tema davanti al popolo.

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