Tutte le notizie in breve

Theresa May

KEYSTONE/AP PA/CHRIS RADBURN

(sda-ats)

I conservatori britannici veleggiano verso una mega maggioranza ai Comuni alle prossime elezioni anticipate dell'8 giugno: almeno secondo i sondaggi e a dispetto dei piani ventilati da un gruppo di pressione filo Ue per provare a indebolirne i candidati brexiteers.

L'ultima elaborazione, fatta dall'istituto Yougov e ripresa oggi dal filo-Tory Daily Telegraph, attribuisce al partito della premier Theresa May fino a 399 seggi, al Labour di Jeremy Corbyn non più di 176, ai Libdem europeisti di Tim Farron appena 7. Più alcuni altri sparpagliati tra forze minori o locali, inclusi 46 stimati nei collegi della Scozia per l'Snp di Nicola Sturgeon: ancora dominanti in casa, ma dati in calo.

Tradotto dal Telegraph, significa che il partito di governo si ritroverebbe con una maggioranza alla Camera dei Comuni (650 membri in totale) di quasi 150 deputati in più rispetto a tutti gli altri gruppi sommati. Contro i 12 attuali.

Al Labour, nelle condizioni indicate da Yougov, non basterebbe certo la desistenza annunciata per la prima volta, stando al Times, dal micro Partito Comunista britannico.

Mentre resta tutta da verificare l'efficacia della strategia annunciata dall'ex ministro blairiano Peter Mandelson sul Guardian a nome della lobby eurofila del gruppo Open Britain - e già sposata sia dall'attivista Gina Miller, sia da Tony Blair - per cercare di scalzare qua e là qualche deputato uscente pro Brexit di vari partiti, a favore di pretendenti più benevoli verso Bruxelles. Concentrandosi su collegi in cui al referendum del 23 giugno la maggioranza degli elettori votò 'Remain'.

SDA-ATS

 Tutte le notizie in breve