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VS: aumenta opposizione a linea ad altissima tensione

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2010 - 14:48
(Keystone-ATS)

SION - L'opposizione alla linea ad altissima tensione progettata da Alpiq fra Chamoson e Chippis non cede terreno in Vallese: una petizione con oltre 7000 firme è stata inoltrata al Consiglio di Stato. Le firme sono state riunite in appena due mesi.
La petizione chiede al governo cantonale di esprimersi contro il progetto che, a detta degli oppositori, provocherà danni irrimediabili al paesaggio del cantone.
Altre 3000 firme sono annunciate dall'Associazione per la salvaguardia dei vigneti vallesani, che ha fatto ricorso presso il Tribunale amministrativo federale (TAF) contro il nullaosta dato dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) a inizio luglio. Un ricorso analogo è stato presentato dal patriziato di Sion.
L'UFE ha ritenuto che non sia giustificato interrare la linea di 380 kilovolt, come auspicato in Vallese, perché in questo caso la costruzione costerebbe almeno undici volte di più rispetto a una linea aerea.
Tale affermazione è stata contestata nelle ultime settimane dai ranghi - sempre più folti - degli oppositori, fra i quali si annoverano svariati partiti politici e organizzazioni, che auspicano lo svolgimento di una perizia "neutrale e indipendente".
Il segretario sindacale Bertrand Zufferey sottolinea dal canto suo che il progetto non si limita al tratto Chamoson-Chippis, ma interessa l'intero cantone: da Chippis, la linea ad altissima tensione dovrebbe essere portata fino in Ticino.
In una presa di posizione, Alpiq dichiara di essere convinta che la petizione "esprime anzitutto il bisogno d'informazione del pubblico". Da più settimane, l'impresa moltiplica le inserzioni nei giornali per presentare il suo punto di vista. La questione sarà esaminata dal governo cantonale domani.

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