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SION - Il Dipartimento della sicurezza vallesano ha deciso di trasferire all'Inselspital di Berna il canapaio Bernard Rappaz, che osserva uno sciopero della fame da oltre 100 giorni (non consecutivi) per protestare contro la sua detenzione. Il provvedimento è stato deciso per salvaguardare la vita del detenuto, scrive oggi il Cantone in una nota.
In caso di necessità i medici dell'ospedale bernese prenderanno le misure adeguate, prosegue il comunicato. I colleghi dell'Ospedale cantonale di Ginevra, dove Rappaz era stato ricoverato in condizioni preoccupanti, hanno deciso di rispettare alla lettera le direttive del canapaio, che aveva chiesto di non ricevere assistenza se dovesse finire nel coma.
Oralmente Rappaz ha tuttavia sempre detto di voler vivere, afferma la responsabile del dipartimento Esther Waeber-Kalbermatten. Tra la libertà personale e l'obbligo per lo Stato di proteggere la vita di ogni persona detenuta, la consigliera di Stato ha optato per la seconda soluzione. Il trasferimento a Berna - rileva - pone il canapaio in un nuovo ambiente che potrebbe indurlo ad alimentarsi di nuovo.
Bernard Rappaz, ecologista e attivista per la depenalizzazione della cannabis, ha cominciato uno sciopero della fame lo scorso 21 maggio per protestare contro la condanna a cinque anni e otto mesi di reclusione inflittagli per aver venduto grandi quantitativi di canapa indiana.

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SDA-ATS