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L'impresa finlandese UPM Raflatac, specializzata nella fabbricazione di materiali per l'etichettatura, chiuderà la sua fabbrica di Martigny, nel canton Vallese, entro la fine dell'anno. Una sessantina di posti di lavoro saranno soppressi. La stessa sorte toccherà ad altri tre stabilimenti all'estero.

La UPM Raflatac fa parte del gruppo UPM con sede a Helsinki, che commercializza prodotti derivanti dallo sfruttamento forestale. Essa vuole ricentrare le attività per mantenere la competitività e la redditività, indica in una nota diramata oggi. Il sindaco della cittadina Marc-Henri Favre, intepellato dalla radio locale Rhône FM, non ha nascosto la sua sopresa: "È una cattiva notizia per tutta la regione", ha dichiarato.

La fabbrica era stata venduta l'anno scorso dal gruppo cartario francese Gascogne al gruppo finlandese. Il fatto che fossero degli industriali a rilevare il sito faceva ben sperare ha detto Favre, ora deluso, perché questi industriali "si sono rivelati essere invece dei finanziari".

Oltre allo stabilimento vallesano UPM Raflatac chiuderà anche altre tre fabbriche: una a Melbourne in Australia e due in Sudafrica. Questi provvedimenti devono consentire all'impresa finlandese di risparmiare 12 milioni di euro (14,8 milioni di franchi) all'anno a partire dal 2014, indica la sua nota.

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SDA-ATS