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Jean-Luc Addor (foto d'archivio)

Keystone/LUKAS LEHMANN

(sda-ats)

Il consigliere nazionale vallesano Jean-Luc Addor (UDC) sarà giudicato per discriminazione razziale. È accusato di affermazioni lesive sulle reti sociali dopo l'uccisione di uno svizzero di origine kosovara avvenuta nell'agosto 2014 in una moschea di San Gallo.

Il ministero pubblico vallesano ha comunicato oggi di aver depositato il suo atto d'accusa al tribunale distrettuale di Sion. Poco dopo l'annuncio della notizia di cronaca Jean-Luc Addor aveva scritto su Twitter e Facebook "on en redemande!" ("ne vogliamo ancora!"), con riferimento al fatto di sangue.

Il Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS), presieduto dal convertito Nicholas Blancho, aveva presentato una denuncia penale contro il politico.

Il 22 agosto 2014 un 53enne serbo aveva ucciso con diversi colpi di pistola un 51enne durante la preghiera del venerdì alla moschea della Comunità islamica El-Hidaje, a San Gallo-Winkeln per vendicare il fratello ammazzato una ventina di anni prima.

Dura la reazione dell'UDC del Vallese romando: "Il ministero pubblico vallesano fa il lavoro sporco degli islamisti" è il titolo di un comunicato che porta la firma del suo presidente Jérôme Desmeules.

"La nostra giustizia sembra considerare che in politica, o quando si commenta semplicemente l'attualità, non si debba lasciare alcun posto all'ironia", prosegue la nota. L'UDC del Vallese romando definisce le accuse contro Addor "senza fondamento" e denuncia una "strategia di intimidazione giudiziaria visibilmente volta a mettere la museruola a chiunque faccia uso della sua libertà di parola per criticare l'islam radicale".

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SDA-ATS