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SION - Bernard Rappaz dovrà pagare di tasca propria le spese - un importo di 44'000 franchi - occasionate dai 37 giorni trascorsi in detenzione domiciliare fra luglio e agosto. Si assumerà pure parte del costo dei ricoveri in ospedale a Ginevra e Berna, ossia una somma complessiva di 16'000 franchi.
Queste cifre sono state comunicate oggi al parlamento cantonale dalla consigliera di Stato Esther Waeber-Kalbermatten, in risposta a due interpellanze presentate dai partiti borghesi. Secondo la responsabile del dicastero della sicurezza, il primo importo è costituito principalmente dagli onorari di una società di sorveglianza assunta appositamente; il resto dai controlli di polizia e dal materiale impiegato per delimitare il perimetro attorno alla fattoria del canapaio.
Interrogata sull'alimentazione forzata che potrebbe essere applicata a Rappaz, la socialista ha dichiarato di non essere in grado d'indicare quali sarebbero le sue modalità. "La Corte europea dei diritti umani - ha aggiunto - non esclude ch'essa possa essere praticata nel rispetto della dignità umana".
Condannato ad oltre cinque anni di reclusione per aver commercializzato su vasta scala canapa indiana e suoi derivati, Bernard Rappaz è tornato in carcere il 26 agosto scorso, dopo che il Tribunale federale gli aveva rifiutato un'interruzione della pena. Il vallesano ha prontamente annunciato di aver ripreso lo sciopero della fame. La sua domanda di grazia sarà esaminata dal Gran consiglio in novembre.

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SDA-ATS