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SION - Un insediamento neolitico d'importanza nazionale, se non internazionale, è stato portato alla luce recentemente a Sion (VS). Dandone notizia oggi, il Vallese precisa che si tratta del più antico insediamento di agricoltori alpini scoperto finora.
Le vestigia, risalenti a 8'000 anni fa, sono state rinvenute in occasione della demolizione di uno chalet in una zona del capoluogo vallesano situata nelle immediate vicinanze del sito di rinomanza internazionale del "Petit-Chasseur", dove nel 1964 fu scoperto un allineamento di menhir e di dolmen. Negli anni Ottanta, sempre nel medesimo perimetro, fu portata alla luce una necropoli neolitica.
Situate a quattro metri di profondità, le vestigia si estendono su oltre 1'000 mq. Secondo l'archeologo cantonale di Friburgo Claus Wolf, consultato dal Vallese quale specialista dell'epoca neolitica, nessun sito di tale importanza è finora stato rinvenuto in Svizzera, nell'Italia settentrionale e nella regione Rodano-Alpi.
I lavori di scavo, finanziati con un primo importo di 400'000 franchi, consentiranno di raccogliere preziose informazioni sugli antichi agricoltori vallesani, sulle loro origini, il loro modo di vita e sugli animali che avevano imparato a domesticare, rileva il Cantone.
La zona è caratterizzata da buchi impiegati per inserirvi dei pali e dei picchetti, nonché di fosse utilizzate quali ripostigli per il cibo e per la cucina. La disposizione dei primi permetterà probabilmente di ricostituire la posizione delle capanne. I rilevamenti archeologici dureranno almeno sei mesi.

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SDA-ATS