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Il gruppo minerario anglo-australiano Rio Tinto si assumerà le spese per risanare lo stabilimento di produzione di alluminio attivo in passato a Chippis, in Vallese. L'area, di 48'000 metri quadrati, diverrà in seguito zona artigianale, commerciale e residenziale.

Il costo dell'operazione ammonta a circa 25 milioni di franchi, ha indicato oggi il rappresentante di Rio Tinto, Oskar Kuonen, nel corso di una presentazione del progetto. La terra dell'intera zona sarà rimossa a profondità oscillanti da uno a cinque metri. Saranno quindi trattate circa 145'000 tonnellate di materiali, fra i quali fluoro e catrame. I lavori dovrebbero durare due anni.

Si chiuderà in questo modo un capitolo della storia di Chippis, che ha ospitato la produzione di alluminio per quasi 90 anni. La prima fabbrica vi fu costruita nel 1908 dalla società AIAG, diventata Alusuisse nel 1962 e Alcan nel 2000. Rio Tinto ha rilevato quest'ultima nel 2007. La produzione di alluminio a Chippis era già stata abbandonata nel 1993.

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SDA-ATS