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Messo in causa per il decesso di tre pazienti da lui operati, il primario di chirurgia dell'ospedale di Sion è stato totalmente scagionato da un'inchiesta interna, i cui risultati sono stati divulgati oggi. Il dottore non ha commesso alcun errore, ha stabilito una commissione medica.

Composta di sei specialisti, di cui tre esterni all'Hôpital du Valais (HVS), l'ente che gestisce i nosocomi vallesani, la commissione ha stabilito che il primario dispone delle competenze necessarie per praticare la chirurgia viscerale altamente specializzata. Potrà di conseguenza tornare ad effettuare interventi sul pancreas, che erano stati sospesi in attesa dell'esito della perizia.

Dando seguito ad una raccomandazione della commissione, il consiglio d'amministrazione dell'HVS ha inoltre deciso l'assunzione di un chirurgo supplementare, per sgravare il professore da determinati compiti.

La collaborazione con altri nosocomi, in particolare con gli ospedali universitari di Berna, Ginevra e Losanna, sarà rafforzata sia nel campo degli interventi sul pancreas che per il servizio delle anestesie.

L'HVS ha peraltro deciso di non presentare denuncia penale contro ignoti per violazione del segreto d'ufficio e del segreto medico. L'ente condurrà un'inchiesta interna per individuare la fonte all'origine degli articoli di stampa che hanno messo in causa il primario. Nel frattempo saranno riviste le misure di protezione dei dati dei pazienti.

Contro il primario è tuttora in sospeso un'inchiesta penale aperta in seguito alla denuncia presentata dai famigliari di uno dei pazienti deceduti.

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SDA-ATS