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BERNA - In Svizzera il traffico aereo è di nuovo autorizzato, ma la crisi non è ancora superata: è quanto ha affermato stamane durante una conferenza stampa a Berna il direttore dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) Peter Müller. Il ripristino dei voli, infatti, richiede tempo e coordinazione. All'orizzonte vi è poi una seconda nube, di densità comunque nettamente minore.
"Lo spazio aereo elvetico è stato riaperto alle 8:00 di questa mattina, ma al momento il traffico è normalizzato soltanto nella misura del 50%", ha indicato il direttore dell'UFAC Peter Müller. Stando a Urs Ryf di Skyguide, le operazioni di ripristino sono molto complesse, in quanto ogni compagnia aerea ha un orario diverso che richiede un grande lavoro di coordinazione.
Fatto sta che la densità della nube provocata dall'eruzione vulcanica in Islanda e che negli scorsi giorni ha paralizzato il traffico aereo europeo è diminuita "in modo considerevole", ha precisato Müller. Ciò ha permesso di dare il via libera alla riapertura dei cieli svizzeri, chiusi da giovedì sera per motivi di sicurezza.
I test effettuati ieri con aerei civili e militari non hanno riscontrato danni. Soltanto su un caccia da combattimento Tiger è stato rilevato un deposito di cenere, ha osservato Bernhard Müller dell'aviazione militare. La scorsa settimana, in Finlandia, una pattuglia di aerei militari aveva subito danni ben più gravi. L'esercito svizzero effettuerà quindi altri voli di prova anche nei prossimi giorni.
Per continuare a monitorare la situazione, è nel frattempo stato istituito un centro di informazione a Dübendorf (ZH), presso Skyguide: avrà il compito di raccogliere dati su eventuali danni osservati in Svizzera e all'estero. Nel contempo, tutti gli operatori dello spazio aereo elvetico sono ora tenuti a effettuare un controllo supplementare dopo ogni volo per identificare eventuali problemi provocati dalla nube vulcanica.
Una seconda nube è peraltro in arrivo, ma la sua densità è dieci volte minore rispetto alla prima, ha detto Marcel Häfliger, responsabile del servizio di meteorologia aeronautica di MeteoSvizzera. Finora si sono rilevate contaminazioni nel nord del paese, a Basilea, ed è probabile che si sposti verso est.
Mentre il traffico aereo riprende a decollare, si alzano anche le voci di chi accusa le autorità di aver peccato di allarmismo. Una critica fermamente respinta dall'UFAC: "Non sappiamo ancora a partire da quale densità le particelle della nube siano pericolose per i reattori", ha osservato Peter Müller. Per questo motivo "era doveroso agire e abbiamo la coscienza tranquilla". Per quanto riguarda le compagnie aeree, confrontate con pesanti ripercussioni economiche, a suo avviso si sono dimostrate cooperative e non hanno ancora inoltrato richieste di risarcimento.
Il direttore dell'UFAC ha pure ventilato un allentamento delle restrizioni notturne per il traffico aereo. Ciò permetterebbe di favorire la normalizzazione dei collegamenti dopo diversi giorni di paralisi completa.

SDA-ATS