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ZURIGO - Il traffico aereo elvetico è in via di normalizzazione dopo il grounding forzato a causa della nube vulcanica islandese: a partire dalle 14.00 Swiss ha ripreso i collegamenti verso tutte le sue destinazioni, salvo Stoccolma e Varsavia, dopo aver dovuto annullare in precedenza 80 voli su 400. Berna ha intanto indicato che le imprese costrette a ridurre gli orari di lavoro potranno chiedere indennizzi.
Nonostante la normalizzazione sono sempre possibili ritardi e cancellazioni di voli, avverte Swiss, che invita dunque i passeggeri ad informarsi accuratamente prima di raggiungere l'aeroporto, in particolare su internet (www.swiss.com). Lo stesso vale per le altre compagnie.
I collegamenti soppressi fino alle 14.00 erano anzitutto voli europei, in particolare verso Germania, Danimarca, Svezia e la Polonia, mentre sono stati ristabiliti già il mattino i collegamenti con la Gran Bretagna.
Complessivamente all'aeroporto di Zurigo sono stati annullati 185 voli su circa 700, ha indicato un portavoce dell'aeroscalo, mentre quello di Ginevra lavorava in mattinata al 70%. L'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) ha autorizzato anche voli notturni vista la situazione eccezionale, ma non ci sono stati praticamente decolli e solo pochi atterraggi (quattro a Zurigo e uno a Ginevra).
Anche il traffico ferroviario si sta normalizzando dopo il progressivo ripristino dei voli. Le FFS mantengono tuttavia un'offerta potenziata, con treni o carrozze supplementari verso le destinazioni internazionali.
Per le migliaia di turisti svizzeri rimasti bloccati all'estero le vacanze forzate sono ormai finite o stanno per esserlo. Entro domani dovrebbero essere tutti di nuovo a casa, hanno indicato le grandi agenzie di viaggio Kuoni, Hotelplan e TUI Svizzera. I clienti della Kuoni coinvolti in patria o all'estero dal blocco dei voli sono circa 2600. Dei circa 1500 ancora fermi nei paesi di destinazione, 1200 dovrebbero essere di ritorno entro notte. Hotelplan parla di 3100 clienti, di cui 1300 bloccati all'estero, per i due terzi in paesi dell'area mediterranea. Circa 900 erano già rientrati a metà pomeriggio.
La centrale d'intervento ETI del TCS, leader svizzero dell'assistenza viaggi, da venerdì ha rimpatriato circa 1000 persone a bordo di 20 pullman che li hanno prelevati specialmente in Gran Bretagna, Spagna, Italia e Francia. Tra venerdì e lunedì ci sono state 10'000 telefonate, un record che non era stato raggiunto neppure dopo lo tsunami del 2004 e gli attentati dell'11 settembre 2001. Le richieste di rimpatrio sono però fortemente diminuite in concomitanza con la ripresa del traffico aereo.
Per le imprese danneggiate nei loro affari è intanto arrivata una buona notizia da Berna: potranno chiedere di essere indennizzate per la forzata riduzione delle ore di lavoro, ha indicato la Segreteria di stato dell'economia (SECO), precisando che i cantoni hanno ricevuto una lettera in tal senso. Le società hanno un mese di tempo a partire dalla chiusura dello spazio aereo, avvenuta il 16 aprile, per far valere le loro pretese.

SDA-ATS