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AMAG, l'importatore in Svizzera dei veicoli Volkswagen, si assumerà le eventuali spese supplementari delle tasse di circolazione per i modelli con i valori manipolati delle emissioni di C02.

La questione riguarda circa 10'000 veicoli del modello 2016, mentre bisogna ancora appurare quanti degli anni precedenti. Lo ha detto il presidente della direzione di Amag, Morten Hannesbo, ai domenicali "NZZ am Sonntag" e "SonntagsZeitung".

Il 6 novembre, in una lettera inviata ai 28 ministri delle Finanze dell'Unione Europea, il gruppo Volkswagen ha assicurato che garantirà il conguaglio di eventuali maggiori tasse per le auto coinvolte nello scandalo delle emissioni di C02. Si potrebbe trattare di 800'000 automobili.

Ora AMAG vedrà di risolvere la questione con le autorità cantonali che prelevano le tariffe sui veicoli a motore, ai quali viene concesso un sconto in base al livello di anidride carbonica prodotta. In seguito la fattura verrà spedita alla casa madre in Germania, ha spiegato Hannesbo. VW si accollerà completamente i costi per gli sconti ottenuti a torto sia per gli ultimi anni che per quelli futuri.

Secondo il presidente di AMAG è un fatto alquanto "infelice" che VW abbia calcolato dati di CO2 troppo bassi proprio sulle auto con motori a consumo limitato. Molti clienti hanno infatti scelto alcuni modelli proprio per i bassi livelli di emissioni annunciati al fine di risparmiare soldi, oltre che per l'impatto ambientale.

E la questione dei dati non corretti sulle emissioni ha conseguenze, oltre che fiscali, anche sui consumi: il proprietario della vettura spende più soldi per il carburante di quanto si aspettasse al momento dell'acquisto. "Vedremo di compensare anche tali costi; è nostro dovere proporre una soluzione", ha assicurato Hannesbo.

Se le promesse su emissioni e consumi non corrispondono alla realtà e un cliente invece del compenso in denaro preferisce cambiare auto, "dovremmo fare in modo che ciò sia possibile" proponendo un'offerta di scambio, precisa il ceo di AMAG. Sarà parecchio complicato: "se prevediamo che la faccenda riguardi 10'000 veicoli, dovremmo elaborare 8000 soluzioni", a seconda del cantone, dell'età dell'auto e dei chilometri percorsi.

Il calcolo dei valori di CO2 troppo bassi da parte di VW è solo il secondo capitolo dello scandalo denominato "dieselgate". Tutto è sorto dalla manipolazione delle funzioni dell'auto in caso di test per le emissioni di anidride carbonica, che non corrispondevano a quelle dell'uso reale.

Gli automezzi interessati, dotati di propulsori a diesel EA 189, devono ora essere riequipaggiati da un nuovo software. Per le cilindrate 1,2 e 2 litri basta rinnovare il programma informatico, con circa due ore di lavoro, ha spiegato Hannesbo. Mentre per le cilindrate 1,6 è necessaria un'operazione più complessa.

Il ceo di AMG, attivo da oltre 30 anni nel ramo dell'auto, ha vissuto la scoperta della manipolazione come un fulmine a ciel sereno: "mai mi sarei aspettato che il gruppo facesse una cosa del genere". Richiami di veicoli per problemi tecnici ai finestrini, ai pedali del gas e agli airbag sono cose che succedono, ma dietro quanto è accaduto a VW "c'è molta energia criminale", ha detto.

Se anche altre case automobilistiche avessero violato i valori delle emissioni CO2, come rivelato nei giorni scorsi dall'ufficio federale tedesco per la motorizzazione (KBA), Hannesbo non crede comunque che le altre marche lo abbiano fatto nella stessa proporzione di VW, o per lo meno non manipolando il test di emissione. È d'altronde noto che i valori sui consumi dichiarati dalle case produttrici non corrispondo quasi mai a quelli nell'uso reale.

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SDA-ATS