Tutti uniti contro Donald Trump, definito "pericoloso", "il peggior presidente della storia degli Usa a cui dal primo gennaio 2021 gli americani diranno goodbye".

Ma il bersaglio comune sul palco della Texas Southern University di Houston è Joe Biden, il favorito democratico alla presidenziali dell'anno prossimo, che alla fine della lunga serata riesce ad emergere senza le ossa rotte dal terzo dibattito in televisione tra i candidati democratici alla presidenza. Un dibattito in cui sono venute fuori le due anime del partito, quella moderata e quella più liberal, ma che a caldo non sembra aver spostato di molto gli attuali equilibri.

Resiste l'ex vicepresidente: agli attacchi del senatore socialista Bernie Sanders, che lo accusa di aver votato per la guerra in Iraq, e a quelli della paladina progressista Elizabeth Warren, che critica duramente l'Obamacare, il sistema sanitario voluto dall'ex presidente democratico Barack Obama. E resiste anche agli affondi del texano Julian Castro che in un paio di occasioni quasi lo bullizza, prima rimproverandogli i vuoti di memoria ("Ma che fai non ti ricordi quello che hai detto due minuti prima?"), poi il fatto di nascondersi sempre dietro alla figura di Obama ("Dici io c'ero, io c'ero, ma non rispondi a nulla"). Una tattica quella di Castro che però finisce per trasformarsi in un boomerang.

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.