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Il consigliere federale Johann Schneider-Ammann e il ministro cinese del commercio Chen Deming hanno firmato oggi a Davos un Memorandum d'intesa che dà avvio ufficialmente ai negoziati per la conclusione di un accordo di libero scambio tra Svizzera e Cina. In una conferenza stampa i due ministri si sono detti convinti che l'accordo creerà condizioni quadro di reciproco vantaggio. Entrambi hanno auspicato che le trattative procedano rapidamente.

Il round negoziale dovrebbe avere inizio già nelle prossime settimane. "Vogliamo avanzare molto celermente", ha detto Chen ai giornalisti. "Noi siamo pronti" e "le trattative dovrebbero concludersi in tempi rapidi". L'obiettivo, ha precisato Schneider-Ammann, è di raggiungere un'intesa che consenta alle aziende di esportazione un accesso agevolato ai mercati nei settori della metalmeccanica, della tecnologia, dello sviluppo sostenibile, della farmaceutica e dell'industria chimica. Dall'accordo dovrebbero trarre vantaggio anche il settore finanziario e delle assicurazioni. Temi centrali, ha aggiunto il consigliere federale, saranno la certezza del diritto e la protezione della proprietà intellettuale.

La Svizzera è il nono partner commerciale della Cina in Europea e Pechino è per la Svizzera il primo partner in Asia. Le relazioni tra i due paesi, secondo la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), crescono a ritmi sostenuti. Nei primi undici mesi dell'anno la Confederazione ha esportato verso la Cina beni per 6,7 miliardi di franchi, un terzo in più rispetto allo stesso periodo del 2009. L'import dalla Cina verso la Svizzera ha dal canto suo fatto segnare un incremento del 18% a 5,6 miliardi di franchi. La Svizzera è così uno dei pochi paesi occidentali a vantare una bilancia commerciale positiva con Pechino.

L'accordo di libero scambio permetterà all'economia elvetica di accedere senza discriminazioni al mercato della repubblica popolare, peraltro in piena espansione, e ridurrà notevolmente i dazi doganali. La rapida firma di un'intesa metterà inoltre la Svizzera in condizioni di vantaggio rispetto ai concorrenti europei e le consentirà di ridurre la sua dipendenza dall'area economica dell'UE. Schneider-Amman ha detto che nel negoziato con Pechino saranno affrontati anche temi relativi all'ecologia e alla protezione sociale, mentre Chen ha messo subito in chiaro che il suo paese non intende discutere, perlomeno in questo ambito specifico, di diritti umani.

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SDA-ATS