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DAVOS - La Libia e il voto anti-minareti sono stati evocati durante un colloquio tenutosi oggi a Davos, a margine del Forum economico mondiale, tra la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il segretario della Lega Araba Amre Moussa.
In merito al dossier libico, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Lars Knuchel, non ha voluto fornire ulteriori precisazioni. Stando alla televisione svizzero-tedesca SF, Moussa potrebbe però impegnarsi personalmente per risolvere la crisi diplomatica tra i due paesi. Due cittadini svizzeri sono tuttora trattenuti in Libia e sotto processo.
Riguardo ai minareti, Calmy-Rey ha spiegato come si è giunti al divieto, e Moussa ha promesso che farà altrettanto nel mondo arabo. In seguito al voto, il segretario generale della Lega Araba aveva auspicato un nuovo scrutinio, un ricorso al Tribunale federale e uno alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
A Davos Calmy-Rey ha pure incontrato il ministro degli esteri iraniano Manouchehr Mottaki, con cui ha discusso dell'attività di rappresentanza elvetica a nome degli Stati Uniti. È invece saltato un colloquio con l'omologo tedesco Guido Westerwelle, impossibilitato a recarsi a Davos per motivi meteorologici, stando al DFAE. In compenso Calmy-Rey nel corso del pomeriggio incontrerà gli omologhi austriaco e belga.

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SDA-ATS