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"Le voci che esortano alla xenofobia, all'antisemitismo, alla discriminazione e alla violenza sono ancora presenti. E' necessario essere compatti nel difendere un mondo in cui sia rispettata la dignità di ogni persona".

Lo afferma il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann in occasione della Giornata delle memoria.

Sono trascorsi 71 anni dalla liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau e la fine dell'Olocausto. Un anno fa i sopravvissuti e i rappresentanti dei governi di tutto il mondo hanno commemorato le vittime della tirannia nazionalsocialista, dice ancora Schneider-Ammann.

L'arrivo delle truppe di liberazione fu una salvezza per i pochi prigionieri rimasti, ormai allo stremo delle loro forze. Da allora l'importanza di questa data, il 27 gennaio 1945, va ben oltre l'evento in sé: simboleggia infatti la fine della sofferenza, l'inizio, per quanto difficile, di una nuova vita per i superstiti e l'affiorare di un profondo desiderio di pace duratura.

Gli ultimi testimoni di quell'epoca sono molto anziani - ha affermato ancora il presidente della Confederazione - e presto nessuno potrà dire "È successo, l'ho provato sulla mia pelle e quindi può ancora succedere. Fate in modo che non abbia mai più a ripetersi".

Le cerimonie commemorative, come quelle che si tengono oggi in molti Paesi, riescono ancora a informare, insegnare, sensibilizzare? si è chiesto Schneider-Ammann. Queste occasioni contribuiscono forse a forgiare un mondo migliore, più pacifico, senza odio né discriminazioni? "Temo che in futuro ci saranno ancora persone che negano, relativizzano o sminuiscono l'Olocausto e constato che le voci che esortano alla xenofobia, all'antisemitismo, alla discriminazione e alla violenza sono ancora presenti. Tuttavia sono fermamente convinto che sia necessario essere compatti nel difendere un mondo in cui sia rispettata la dignità di ogni persona. E credo fermamente nella forza della solidarietà, dell'umanità e della memoria".

"Benché sappiamo cosa abbiamo perso, sappiamo anche apprezzare il fatto che i sopravvissuti stabilitisi in Svizzera dopo la guerra si sono completamente integrati. Grazie al loro lavoro e al loro senso civico hanno stimolato e arricchito la nostra società".

Come altri Paesi, anche la Svizzera si impegna contro la violenza e l'arbitrio e per la memoria e la dignità umana. Nel 2017 presiederà l'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).

In serata è prevista a Berna, presso il Forum Yehudi Menuhin, una cerimonia commemorativa durante la quale prenderanno la parola anche membri del Parlamento e della Confederazione.

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SDA-ATS