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I più violenti bombardamenti dalla fine del cessate il fuoco umanitario, domenica sera, sono stati compiuti oggi dalla coalizione araba a guida saudita su Sanaa e su altre città dello Yemen.

Nella capitale, secondo residenti citati dall'agenzia Ap, i jet hanno colpito in particolare depositi di armi sulle colline di Fag Atan e Noqom, già presi di mira prima della tregua di cinque giorni. Sono 1.820, tra cui molti civili, i morti nei raid arabi cominciati il 26 marzo contro i ribelli sciiti Houthi in Yemen. I feriti, secondo le stime dell'Onu, sono oltre 7.300, mentre mezzo milione di civili sono sfollati.

I bombardamenti di oggi hanno preso di mira anche postazioni degli Houthi nelle loro roccaforti della provincia settentrionale di Saada, oltre che concentramenti delle truppe loro alleate, fedeli all'ex presidente Ali Abdullah Saleh, nelle città di Taiz, Aden e nella provincia orientale di Marib.

A Riad, intanto, si è conclusa una conferenza di tre giorni di politici ed esponenti tribali yemeniti - ma senza rappresentanti degli Houthi - che si sono espressi in favore della creazione di forze speciali per proteggere le città dai combattimenti, ma senza precisare come queste forze dovrebbero essere formate.

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SDA-ATS