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Yemen: rapita donna svizzera, forse nelle mani di Al Qaida

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2012 - 16:19
(Keystone-ATS)

Una donna svizzera di 32 anni è stata rapita da uomini armati nello Yemen. I media locali che ne hanno dato notizia oggi hanno attribuito il sequestro a milizie tribali, ma il ministro dell'interno e fonti dei servizi di sicurezza accusano i terroristi di Al Qaida. Berna ha già allacciato contatti con le autorità yemenite.

La donna, insegnante di inglese in una scuola privata di lingue secondo l'agenzia Reuters, è stata rapita martedì o mercoledì (le fonti divergono) nella città portuale di al-Hodeida, sul Mar Rosso, e sarebbe stata portata nella provincia centromeridionale di Shabwa, dove sono attive cellule dell'organizzazione "Al Qaida nella penisola arabica (Aqpa)", che controllano parte del territorio.

Chi ci sia dietro il sequestro non è ancora chiaro. Le fonti locali si contraddicono. "La cittadina svizzera (...) è nelle mani dei terroristi di Al Qaida", ha annunciato il ministro dell'Interno dello Yemen, Abdul-Kader Qahtan, citato dalla tv satellitare "al-Arabiya" secondo l'agenzia stampa italiana Adnkronos.

Da parte sua, un funzionario del ministero dell'interno, egli pure anonimo, ha detto alla Reuters che a rapire la donna sono stati uomini armati dello Shabwa che hanno chiesto il rilascio membri della loro tribù detenuti dalla polizia. I negoziati per il rilascio sarebbero già in corso, secondo la stessa fonte. Una versione simile è stata fornita alla CNN da "due funzionari del ministro dell'interno", secondo i quali i rapitori non hanno contatti con Al Qaida.

Se si confermasse la pista Al Qaida si prospettano nuovi seri grattacapi per il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che proprio ieri si era rallegrato della liberazione in pakistan dei due ostaggi svizzeri - una giovane coppia di bernesi - in mano per otto mesi e mezzo degli estremisti islamici talebani legati ad Al Qaida.

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