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Il Gran consiglio di Zugo non ne vuole proprio sapere di una legge sulle pari opportunità: con 45 voti contro 27, i deputati hanno bocciato oggi l'entrata in materia sulla legge elaborata dal governo in seguito ad una sentenza del Tribunale federale.

La "vertenza" prende il via da una precedente decisione del medesimo parlamento, che nel 2010 votò di misura per la chiusura, dopo 12 anni di attività, della commissione cantonale per le pari opportunità fra uomo e donna. La struttura costava al cantone circa 160'000 franchi all'anno: troppo cara e di poca utilità per la maggioranza "borghese" del parlamento.

In seguito ad un ricorso, il Tribunale federale aveva imposto al cantone di fare qualcosa per sopperire alla chiusura. Il governo cantonale ha quindi elaborato una proposta di legge, peraltro molto vaga, che avrebbe dato la facoltà all'esecutivo di decidere misure e al parlamento di stanziare dei crediti in questo ambito.

Ancora una volta i deputati si sono però mostrati sordi sulla questione. Un rappresentante del PLR ha sostenuto che il cantone fa già abbastanza per l'uguaglianza fra i sessi. Per l'UDC una simile legge è semplicemente inutile, mentre parte del gruppo PPD e dei Verdi-liberali hanno criticato i suoi termini alquanto vaghi.

Non fare nulla è contrario alla Costituzione, ha affermato la consigliera di Stato Manuela Weichelt-Picard (Alternativa - i Verdi), per la quale il cantone rischia ora di vedersi nuovamente bacchettato dai giudici di Losanna.

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SDA-ATS