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Un svizzero di 28 anni che nel febbraio 2009 maltrattò e strangolò causando quasi la morte della sua figlioletta di neanche tre settimane è stato condannato oggi dal Tribunale cantonale di Zurigo a 12 anni di carcere per tentato assassinio e ripetute lesioni semplici.

La pena pronunciata nel febbraio 2012 dalla stessa corte è così stata aumentata di un anno. Il Tribunale federale aveva infatti chiesto di occuparsi ancora una volta del caso, considerando che non si era trattato di tentato omicidio intenzionale bensì di tentato assassinio.

Già in prima istanza, nel maggio 2011 il Tribunale distrettuale di Bülach aveva riconosciuto l'uomo colpevole di tentato assassinio, infliggendogli otto anni di prigione. Sia l'accusa che la difesa avevano ricorso contro la sentenza.

Il giovane dubitava di essere il padre biologico della piccola e sfogava su di lei la propria rabbia e gelosia. Una volta che la sua compagna e madre della bimba non era in casa ha dato intenzionalmente alla neonata un biberon con latte decisamente troppo caldo, scottandole la bocca.

In un'altra occasione, quando la piccola si è messa a piangere l'ha maltrattata a tal punto da fratturarle diverse costole ed entrambi gli omeri. Un'altra volta ha strangolato la bimba fino a farla diventare blu.

In aula l'imputato si è detto pentito. La difesa aveva chiesto una pena massima di undici anni, il procuratore pubblico di 16 anni.

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SDA-ATS