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Due falchi pellegrini sono stati ritrovati morti ieri in un nido artificiale istallato sul camino di una centrale per il riscaldamento a legna di Wallisellen (ZH), a Nord di Zurigo. I due rapaci, fra cui una femmina che stava covando, sono stati avvelenati con un piccione al quale è stato applicato del veleno sulla nuca.

Vicino ai due falchi è stato trovato il piccione morto e le indagini hanno permesso di stabilire che si trattava di una preda appositamente preparata, scrive la polizia cantonale zurighese in una nota.

Agli inizi di febbraio l'Associazione per la protezione degli uccelli ASPU/Birdlife aveva riferito dei rischi che corrono i falchi pellegrini di fronte ai cosiddetti "piccioni kamikaze".

L'associazione animalista ha indagato su altri casi di falchi pellegrini morti - come quello filmato nel maggio 2011 da una webcam installata sul camino di un inceneritore dei rifiuti nell'ex quartiere industriale di Zurigo - ed ha scoperto che anche allora si era in presenza di un piccione avvelenato.

Un gruppo di lavoro della ASPU è stato in seguito contattato da un gruppo di animalisti serbi che hanno scoperto un blog nella loro lingua gestito da allevatori di piccioni che dalla Svizzera trasmettevano messaggi del tipo: "11 aprile: i primi kamikaze hanno preso il volo e hanno abbattuto un falco. 12 aprile: secondo volo di una femmina. Domani un altro kamikaze e guerra fino allo sterminio".

I responsabili degli avvelenamenti sarebbero degli allevatori di piccioni che organizzano scommesse sugli uccelli che volano più lontano. Casi di avvelenamenti sono stati segnalati negli ultimi tempi anche in Germania e in Austria.

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SDA-ATS