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Detenzione a vita e internamento per un albanese di 39 anni che all'inizio del 2009 uccise con un colpo di pistola alla tempia un connazionale a Bonstetten (ZH). Il Tribunale distrettuale di Affoltern (ZH) lo ha riconosciuto colpevole di assassinio.

L'imputato sarà tenuto a versare 60'000 franchi di risarcimento alla vedova della vittima. I costi per la sua difesa, per una somma che supera i 100'000 franchi, saranno invece a carico dello Stato.

Secondo l'accusa, il movente del delitto erano 30'000 euro di debiti. L'8 gennaio di sette anni fa l'albanese uccise il connazionale con un colpo sparato alla tempia all'interno della sua auto. Per non lasciare tracce, aveva abbassato il finestrino a lato della vittima e dopo il delitto si liberò del corpo gettandolo in un canalone. Un'escursionista trovò il cadavere a distanza di qualche giorno.

Il condannato ha sempre negato ogni addebito. Il tribunale ha seguito fino in fondo le richieste dell'accusa e ha in particolare dato retta alla deposizione fatta dall'ex fidanzata del 39enne, che era seduta sul sedile posteriore della vettura al momento del delitto.

La sentenza non è ancora cresciuta in giudicato ed è molto probabile che l'uomo ricorra in appello. Il condannato era stato arrestato tre settimane dopo i fatti nei pressi di Milano e in seguito estradato in Svizzera.

A quanto si era appreso all'epoca, in Italia era ricercato per l'omicidio di un nordafricano messo a segno nel 1998 a Parma e per il quale era stato condannato a 22 anni di carcere. Il nordafricano aveva importunato e rapinato una prostituta albanese che si trovava sotto la sua protezione.

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SDA-ATS