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L'ex allievo di Jegge, Markus Zangger (a sinistra) e il giornalista Hugo Stamm.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

La Procura zurighese ha aperto un procedimento penale dopo le accuse di abusi sessuali formulate da un ex allievo nei confronti del noto pedagogista svizzerotedesco Jürg Jegge. Anche il Dipartimento della pubblica educazione cantonale ha deciso di indagare.

Il 73enne zurighese Jegge, considerato uno dei grandi specialisti della pedagogia elvetica e già definito "il guru delle classi speciali" o anche "il maestro della nazione" o "il nuovo Pestalozzi", ha ammesso venerdì scorso di aver avuto "contatti sessuali" con allievi negli anni Settanta del secolo scorso, confermando le accuse rivoltegli da uno di loro in un libro appena uscito.

Da un punto di vista giudiziario, i fatti in questione sono ormai andati in prescrizione e dunque non più punibili. La Procura zurighese ha comunque aperto venerdì un procedimento penale, ha detto oggi all'ats la sua portavoce Corinne Bouvard, confermando informazioni della stampa domenicale. Il procedimento deve permettere di chiarire se ci siano state in seguito altre infrazioni non ancora prescritte.

La consigliera di Stato responsabile della pubblica educazione, Silvia Steiner (PPD) ha a sua volta annunciato l'apertura di un'inchiesta. Anche se i fatti emersi sono prescritti da un punto di vista giuridico, conviene studiare il caso, afferma in interviste pubblicate dalla "SonntagsZeitung" e dal "SonntagsBlick".

Le vittime degli abusi - rileva Silvia Steiner - erano "bambini e giovani sottoposti all'autorità scolastica" e hanno il diritto di pretendere che sia fatta luce su questa storia. Il suo dipartimento sta esaminando come procedere. Lo vuole fare con cura, "nell'interesse di tutte le parti", il che prenderà del tempo, afferma la consigliera di Stato, già capo della polizia giudiziaria e procuratrice nel canton Zurigo.

"Posso immaginarmi che il comune scolastico di Embrach abbia ancora dei documenti. Ne terremo conto nella nostra indagine", aggiunge Silvia Steiner.

Jegge, nato il 29 luglio 1943 a Zurigo, era stato per 20 anni docente speciale nella scuola elementare del comune dell'Unterland zurighese. Nel 1976 aveva pubblicato la sua opera prima "Dummheit ist lernbar" (in italiano: "La stupidità si può imparare"), diventato un best seller con oltre 200'000 copie vendute e che è tuttora considerato, tradotto in più lingue, un'opera di riferimento per una pedagogia senza costrizioni.

Martedì scorso, 4 aprile, un ex allievo di Jegge, Markus Zangger, oggi 58enne, ha presentato a Zurigo un libro in cui accusa il pedagogista di aver abusato di lui da quando aveva 12 anni. Il libro si intitola "Jürg Jegges dunkle Seite" ("Il lato oscuro di Jürg Jegge") e Zangger lo ha scritto insieme al giornalista Hugo Stamm, a sua volta molto conosciuto nella Svizzera tedesca.

In un colloquio concesso all'ats che ne ha riferito venerdì, Jegge non ha contestato i fatti addebitatigli, pur tentando di relativizzarli e di farli passare per una forma di terapia. Con gli allievi della sua classe speciale "ci sono stati contatti di vario tipo, anche sessuali", ha detto, ricordando che all'epoca, negli anni Settanta, erano in voga teorie che ipotizzavano l'emancipazione della persona attraverso la liberazione del corpo e della sessualità. "Non tutti difendevano queste teorie, ma erano molto discusse", sostiene il pedagogista.

In altre interviste apparse sabato ("Blick", "Tages_Anzeiger"/"Der Bund") Jegge afferma che gli allievi con cui ci sono stati "contatti sessuali" sono "in ogni caso meno di dieci", tutti compagni di classe di Zangger, con una sola eccezione.

SDA-ATS

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