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L'Ufficio della migrazione zurighese ha agito correttamente negando il prolungamento del permesso di dimora a un 36enne originario della Costa d'Avorio. Lo sostiene il Tribunale amministrativo cantonale, secondo cui l'epidemia di ebola non ostacola il rimpatrio.

Attualmente sono sospesi solo i rimpatri verso la Guinea, la Sierra Leone e la Liberia. La vicina Costa d'Avorio è invece finora stata risparmiata dall'epidemia. Stando alla corte esiste un rischio latente di diffusione della malattia, ma ciò non è un buon motivo per non eseguire il rinvio. Il ricorso del 36enne è quindi stato respinto ed egli sarà definitivamente rimpatriato. La sentenza, pubblicata dopo che l'uomo è stato sconfessato anche dal Tribunale federale, è ormai passata in giudicato.

Il fatto che l'Ufficio cantonale della migrazione non volesse estendergli il permesso di dimora è dovuto a svariati motivi: l'uomo, che è giunto in Svizzera nel 2000 all'età di 21 anni e ha sposato l'anno seguente una donna di 28 anni più anziana da cui ha divorziato nel 2009, ha commesso diversi reati, in particolare infrazioni al codice stradale e lesioni personali.

Inoltre tra il 2006 e il 2014 ha ottenuto complessivamente 250'000 franchi di aiuto sociale. Stando alle disposizioni della Confederazione, il permesso di dimora può essere revocato qualora "lo straniero o una persona a suo carico dipende dall'aiuto sociale" (art. 62 della Legge federale sugli stranieri).

Pur avendo attualmente un lavoro temporaneo, le autorità - che considerano l'interessato "pigro" - ritengono che il 36enne possa un giorno avere nuovamente bisogno del sostegno statale. Inoltre dubitano della sua volontà di integrarsi e affermano che l'uomo è diventato aggressivo. Un programma occupazionale è perfino stato interrotto a causa di vie di fatto.

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SDA-ATS