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I bambini brasiliani nati con microcefalia associata al virus Zika presentano altri gravi problemi rispetto ai neonati colpiti dalla stessa malattia neurologica, come irritabilità, epilessia e una rara atrofia.

Lo rivela la neuropediatra brasiliana Vanessa Van Der Linden, la prima ad aver associato l'aumento dei casi di microcefalia al virus Zika nello stato brasiliano di Pernambuco, il più colpito dall'epidemia.

"Dopo sei mesi, riesco a distinguere i bambini la cui malformazione dipende dal virus da una caratteristica non comune negli altri: l'irritabilità. Alcuni piangono quasi 24 ore al giorno ed hanno i riflessi molto pronti: a qualsiasi tipo di rumore si impauriscono", spiega la dottoressa Van Der Linden, primaria all'ospedale Barao de Lucena di Recife, al sito Uol. Un altro problema che i medici stanno osservando è l'epilessia, a partire dai due mesi di vita. Mentre quello che sembra un tratto comune nei casi legati al virus è la artrogriposi multipla congenita, una condizione clinica caratterizzata da rigidità articolare.

"Non si tratta di un problema articolare ma è neurologico, causato dai pochi movimenti compiuti nella pancia della madre. È come tenere un braccio ingessato per nove mesi: quando si leva il gesso il braccio è rigido", spiega la dottoressa, secondo la quale i bambini con altri tipi di microcefalia non presentano gli stessi sintomi. "È qualcosa di ben diverso dalle altre microcefalie infettive. Forse Zika ha una predilezione speciale per i neuroni", ha ipotizzato la dottoressa brasiliana.

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SDA-ATS