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Il giovane delinquente zurighese conosciuto con lo pseudonimo di "Carlos" può tornare in libertà. Il Tribunale cantonale ha accettato oggi un ricorso contro la carcerazione di sicurezza ordinata nei sui confronti e ha disposto la sua liberazione immediata.

Soltanto ieri, il Tribunale federale aveva confermato la proroga della detenzione preventiva del 19enne che nel 2013 è balzato agli onori della cronaca per l'alto costo del suo percorso rieducativo.

I giudici di Losanna hanno confermato un provvedimento preso lo scorso mese di gennaio, motivandolo con il forte rischio che il giovane commetta altri atti violenti qualora dovesse tornare in libertà.

Nella decisione presa oggi, il Tribunale cantonale zurighese arriva alla conclusione opposta: un rapporto del penitenziario Limmatal, dove "Carlos" era finora detenuto, ha attestato "un importante miglioramento del suo comportamento sociale e delle strategie per affrontare la quotidianità". Una constatazione che per il tribunale ha ridimensionato il rischio di recidiva e ne giustifica la liberazione.

Il giovane era stato arrestato lo corso 28 ottobre - un mese dopo essere tornato in libertà - perché aveva minacciato una persona nel quartiere caldo della Langstrasse a Zurigo e all'arrivo degli agenti aveva cercato di fuggire. Dopo tre mesi, la sua detenzione preventiva è stata prolungata.

Alla fine di marzo il Ministero pubblico ha depositato l'atto d'accusa e ordinato la detenzione per motivi di sicurezza del giovane. Le accuse che gli vengono rivolte si riferiscono all'episodio della fine di ottobre, come pure al danneggiamento della cella dell'istituto per giovani delinquenti di Uetikon (ZH), dov'era rinchiuso agli inizi del 2014.

Il processo si terrà davanti al Tribunale distrettuale di Dietikon (ZH) in data ancora da stabilire. La pubblica accusa chiede nei confronti di "Carlos" una condanna a 11 mesi, da sospendere in favore di una misura terapeutica ambulatoriale.

Anche in caso di una condanna, l'imputato non rischia quindi la prigione. Un motivo in più - sostiene il Tribunale cantonale nella sua decisione odierna - per ritenere eccessiva la detenzione di sicurezza.

Anche la decisione del Tribunale cantonale può essere in teoria impugnata nel giro di 30 giorni davanti al Tribunale federale. Il Ministero pubblico zurighese ha tuttavia fatto sapere che non farà ricorso.

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SDA-ATS