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Sedici anni di prigione per assassinio e tentato omicidio intenzionale: questa la condanna inflitta dal Tribunale distrettuale di Zurigo al giovane che nell'estate del 2012 uccise a coltellate un 23enne e ferì gravemente il fratello in una rissa scoppiata davanti al club Kaufleuten della città sulla Limmat.

I fatti risalgono alle prime ore del 15 luglio 2012, una domenica. La rissa scoppiò verso le 4.00 del mattino all'esterno del locale notturno, nei pressi della centralissima Bahnhofstrasse, dove il 23enne stava festeggiando il suo compleanno assieme ad amici. Fra questi figurava anche un suo fratello allora 20enne, che fu pure accoltellato e riportò gravi ferite.

In base all'atto d'accusa, l'imputato principale - un cittadino iracheno residente nel canton Zurigo che settimana prossima compirà a sua volta 23 anni - era dato in escandescenze all'interno del locale e una volta uscito era venuto alle mani con i due fratelli. Sul posto fu chiamata anche la polizia, che si allontanò una volta separati i contendenti.

Un'ora più tardi, il giovane ritornò assieme a due amici e dopo essersi nuovamente imbattuto nei due fratelli li accoltellò entrambi a più riprese.

Per la pubblica accusa - che ha chiesto nei suoi confronti una condanna a 20 anni di prigione per assassinio e tentato omicidio intenzionale - si trattò di una vendetta annunciata: secondo alcune testimonianze, prima di allontanarsi il giovane avrebbe infatti minacciato di ritornare per "squarciare" i due fratelli.

La difesa ha invece sostenuto che le vittime - i due fratelli sono originari del Kosovo naturalizzati - si mostrarono a loro volta molto aggressivi e che il suo assistito, ritornato sul posto per cercare di appianare la situazione, estrasse il coltello perché si sentiva minacciato: per questo motivo, l'avvocato della difesa si è battuto per una riduzione della pena a dodici anni di prigione per le accuse di omicidio intenzionale e lesioni gravi.

Nella sua sentenza, il tribunale ha ordinato che il giovane segua una terapia ambulatoriale durante l'espiazione della pena e lo ha inoltre obbligato a versare 235'000 franchi di riparazione morale alla famiglia della vittima.

SDA-ATS