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Unità abitative in lastre di truciolato di legno al posto delle casette temporanee dell'Ikea: è l'alternativa studiata dalle autorità di Zurigo per il centro che dal 4 gennaio ospiterà 250 rifugiati all'interno di un padiglione della Fiera a fianco dell'Hallenstadion.

All'interno del padiglione la città intendeva installare 62 casette, i cosiddetti "better shelters", sviluppati dalla Fondazione Ikea in collaborazione con l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e già utilizzati in diversi campi profughi.

Venerdì scorso l'assicurazione cantonale zurighese degli immobili aveva però effettuato dei test ed era arrivata alla conclusione che le casette temporanee non soddisfano le norme di protezione antincendio. Le pareti in plastica prendono fuoco nel giro di 30 secondi, rendendo queste strutture pericolose, soprattutto se utilizzate in spazi chiusi e molto vicine una all'altra.

Dopo i risultati del test, si è lavorato a pieno ritmo per tutto il fine settimana alla ricerca di un'alternativa, scrivono oggi in una nota il Dicastero cittadino del sociale e l'associazione che gestirà il centro, la AOZ (Asyl-Organisation Zürich).

La soluzione è arrivata da una ditta che lavorerà anche durante il periodo delle Feste di Natale per fornire le unità abitative in legno compensato. Le casette in legno sono state esaminate ieri dall'assicurazione cantonale degli immobili, che le ha giudicate idonee.

Le nuove unità abitative hanno le stesse dimensioni di quelle dell'Ikea ed utilizzano il medesimo pavimento in legno. Costeranno 3800 franchi al pezzo: un prezzo che tiene conto anche degli straordinari che dovranno fare i dipendenti della ditta che li produce.

Le casette dell'Ikea, del costo di 1500 franchi, sono state nel frattempo tutte smontate. Ancora non è chiaro quale sarà la loro destinazione. Stando alla nota, diverse persone si sono fatte avanti per acquistarle, ma visti i risultati dei test antincendio i responsabili di AOZ hanno deciso che non saranno rivendute.

Anche il canton Argovia ha deciso di rinunciare alle casette dell'Ikea. Nei mesi scorsi ne aveva acquistate 200, da utilizzare all'interno di due grandi padiglioni a Frick (AG), per ospitare dalla prossima primavera 300 richiedenti l'asilo.

I "ripari per rifugiati", dotati di corrente elettrica ma non riscaldati, sono stati sviluppati dal "ramo umanitario" del gigante svedese dell'arredamento in collaborazione con l'Unhcr, che lo scorso marzo ne ha acquistate 10'000 unità.

Sabato scorso la Fondazione Ikea aveva difeso le sue casette, sottolineando che la resistenza al fuoco è stata verificata secondo le norme europee. L'Unhcr aveva da parte sua fatto sapere che studierà attentamente i risultati dei test delle autorità zurighesi, precisando che le casette, facili da montare e poco costose, sono già state usate a centinaia in campi profughi in Ciad, Etiopia e Iraq.

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SDA-ATS