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Da questa mattina i mezzi pubblici della città di Zurigo sono più cari per i passeggeri maschi. Lo segnala l'azienda locale dei trasporti ZVV in un grosso adesivo sui distributori automatici. Ma era uno scherzo.

In realtà, l'avvertimento è stato applicato nella notte dal collettivo femminista aktivistin.ch, in occasione della giornata mondiale dei diritti delle donne.

Sull'adesivo si legge "Informazione ai passeggeri: dall'8 marzo 2016 gli uomini sono obbligati a pagare un supplemento del 20% per i trasporti. In occasione della Giornata mondiale delle donne la ZVV adatta i prezzi dei biglietti alle differenze salariali tra i sessi. Per informazioni www.zvv.adattamentoprezzi.ch. Vi chiediamo comprensione". Il tutto seguito dall'invito "sali e progredisci!".

Lo stesso collettivo ricorda oggi in un comunicato che pagare peggio le lavoratrici semplicemente perché sono donne è contrario non solo alla Legge federale sulla parità dei sessi (LPar, del 1995), ma è pure disonesto e indecente. E - si aggiunge - la discriminazione salariale non è solo una questione femminile.

Dal canto suo, la ZVV "non è contenta, che una proprietà dei trasporti pubblici abbia dovuto fare da piattaforma per l'azione di protesta". L'azienda si mantiene aperta l'opzione di procedere legalmente contro gli artefici, ha detto all'ats il portavoce Caspar Frey. Le reazioni degli utenti all'annuncio di prezzi più alti sono state varie, ha aggiunto. Ma, grazie al riferimento alla giornata delle donne e al sito internet, ai più è apparso chiaro che la società dei trasporti non avesse nulla a che vedere.

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SDA-ATS