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ZURIGO - Dovrà lasciare la Svizzera entro la fine di marzo la 27enne brasiliana che un anno fa simulò un'aggressione da parte di tre neonazisti in una stazione nella periferia di Zurigo. L'Ufficio delle migrazioni del canton Zurigo ha respinto la sua richiesta di prolungare il permesso di soggiorno.
Contro la decisione non c'è nessuna possibilità di ricorso, precisa oggi l'ufficio delle migrazioni in una nota. La cittadina brasiliana è stata condannata lo scorso mese di dicembre dal Tribunale distrettuale di Zurigo ad una pena pecuniaria con la condizionale per sviamento della giustizia.
Il suo permesso di soggiorno scadeva alla fine del 2009 e in aula la donna aveva dichiarato di non voler tornare in Brasile. La vicenda per la quale è stata condannata aveva fatto molto scalpore: il 9 febbraio di un anno fa la donna, di professione giurista, fu ritrovata ricoperta di ferite da taglio - e con incisa sulla pelle la sigla SVP (UDC) - alla stazione di Stettbach, nella periferia della città sulla Limmat.
Alla polizia raccontò di essere stata aggredita da tre sconosciuti con la testa rasata che le avrebbero provocato l'aborto spontaneo di due gemellini che portava in grembo. L'inchiesta ha però stabilito che la donna si era inventato tutto: non era incinta, come aveva raccontato alla sua famiglia, e si era procurata da sola le incisioni sulla pelle.

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SDA-ATS