UBS: utili in calo del 33 % nel secondo trimestre

Keystone

Il rallentamento congiunturale e la debolezza della borsa hanno inciso anche sulle attività dell'UBS. L'utile netto realizzato nei mesi di aprile, maggio e giugno 2001 è diminuito del 33 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, scendendo a 1,385 miliardi di franchi, indica martedì la principale banca elvetica.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2001 - 10:36

Numerosi analisti si attendevano un calo del risultato ancora più marcato, fino la 40 %.

Sull'utile hanno premuto gli ammortamenti del goodwill nell'ambito delle acquisizioni. Senza tenere conto di questo fattore l'utile sarebbe infatti sceso solo del 26 % su base annua. Rispetto ai primi tre mesi dell'anno è invece in calo del 12 %.

Circa la metà della diminuzione dell'utile è da attribuire a UBS Capital: il settore Private-Equity (che si occupa di partecipazioni) ha evidenziato una perdita di 351 milioni di franchi. E in quest'ambito le prospettive rimangono difficili, afferma l'istituto.

Gli afflussi netti di nuovi capitali nel secondo trimestre sono stati di 45 miliardi. I patrimoni gestiti il 30 giugno hanno così raggiunto 2559 miliardi: una crescita del 5 % rispetto al 2000 che rappresenta un risultato superiore alle attese degli analisti.

Grazie alla forte redditività delle operazioni di emissioni azionarie, gestione di portafoglio nonché gestione dei fondi d'investimento, i ricavi per commissioni e servizi hanno raggiunto un livello record di 5,375 miliardi, che rappresentano il 54 % del totale dei proventi del gruppo. Nel secondo trimestre, i costi sono aumentati del 23 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente ma solo del 2 % nei confronti del primo trimestre 2001.

Per quanto riguarda il futuro, secondo UBS il mercato rimane di difficile valutazione: un miglioramento del panorama operativo appare improbabile. Gli influssi stagionali - nei mesi estivi vi sono di regola bassi volumi di attività - dovrebbero avere come conseguenza un altro periodo difficile. La maggiore competitività delle unità operative del gruppo lascia però intravedere un futuro promettente.

La conclusione del presidente della direzione Luqman Arnold, citato nel comunicato: «A fronte di prospettive incerte, manteniamo un atteggiamento di cautela e disciplina. Ciò nonostante siamo pronti a sfruttare ogni opportunità per far sì che le nostre unità operative emergano dall'attuale fase di debolezza dei mercati su posizioni ancora più forti».

swissinfo e agenzie

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