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UBS: utili in drastico calo

UBS: utili in calo del 29%

(Keystone)

In calo del 29 per cento gli utili del 2002 per il primo istituto bancario elvetico rispetto al record positivo dell'anno precedente. Raggiunto un netto di 3,5 miliardi di franchi.

Utili in calo e ammortamenti straordinari pesano sul bilancio.

La grande banca non è riuscita ad eguagliare i risultati lusinghieri del primo semestre del 2002. Nei risultati di bilancio per il 2002, la situazione si dimostra ben meno rosea. Malgrado non sia stata toccata la zona cifre rosse, come è toccato alla concorrente Credit Suisse, nei bilanci si rispecchia la crisi dei mercati.

«Nonostante il 2002 sia stato uno degli anni più difficili per il settore finanziario, le nostre attività hanno dimostrato una notevole tenuta e competitività, conquistando ulteriori quote di mercato grazie ai continui investimenti nella crescita», ha dichiarato ottimista Peter Wuffli, presidente del Direttorio del Gruppo.

Ma con i dati presentati martedì, la maggiore banca del paese si colloca nella fascia bassa delle aspettative espresse dagli analisti, che si attendevano per l'intero 2002 un utile netto compreso tra 3,3 e 4,1 miliardi di franchi.

Ammortamenti straordinari

UBS chiude l'esercizio 2002 con un utile netto di 3'535 milioni di franchi, evidenziando una flessione del 29% rispetto al 2001. Tale risultato è imputabile in larga misura alla svalutazione di 953 milioni relativa al ritiro del marchio PaineWebber dal mercato.

La crisi dei mercati pesa anche sulle banche indipendenti legate al colosso bancario. Per questo la direzione ha annunciato di voler rivedere la struttura, creando una nuova holding che raggruppi la Armand von Ernst, Banco di Lugano, Bank Ehinger, Contrade e Ferrier Lullin. A queste si aggiungerà la GAM, una filiale specializzata in asset management.

Malgrado il clima rimanga difficile, la direzione propone agli azionisti un dividendo invariato di due franchi per azione. L'assemblea, prevista per il 16 aprile 2003, dovrà decidere se mantenere per la terza volta consecutiva questo guadagno.

Nuovi flussi finanziari

Nonostante le avverse condizioni di mercato, peraltro accentuate dallo scudo fiscale italiano nel primo semestre 2002, la clientela facoltosa ha apportato nuovi patrimoni per CHF 35,1 miliardi.

Alla fine del 2002, UBS Warburg, attiva nel settore investimenti patrimoniali, ha incrementato al 5,0% la propria quota di mercato a livello globale. Nel 2001 si era registrato il 4,4%. Nell'ambito della European wealth management initiative, il tasso di crescita della raccolta sui dodici mesi ha raggiunto il 48%.

Gli sforzi di espansione intrapresi da UBS Warburg negli USA stanno mostrando forti segnali di successo, grazie al fatto che gli esperti di investment banking recentemente assunti consentono al Gruppo di avviare importanti relazioni con la clientela e accedere a potenziali transazioni.

Prospettive future

Quanto al 2003, «il contesto operativo permane difficile. L'incertezza circa l'evoluzione del quadro economico e la direzione del mercato nonché le crescenti preoccupazioni sul fronte geopolitico deprimono i volumi di transazione e ritardano la ripresa delle attività societarie», indica l'UBS nella lettera agli azionisti, aggiungendo che «per tali motivi non prevediamo una crescita immediata dei nostri risultati finanziari».

swissinfo e agenzie

In breve

La prima banca svizzera non è riuscita a consolidare i risultati positivi del primo semestre 2002.

Il difficile contesto economico e dei mercati ha pesato sui risultati d'esercizio. Un programma di ristrutturazione è stato annunciato per migliorare la redditività delle banche private che fanno capo al gruppo.

Nel settore investimenti UBS ha potuto aumentare la sua presenza sul mercato raggiungendo il 5% dei capitali amministrati a livello mondiale.

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Fatti e cifre

Risultato netto per il 2002: 3535 milioni di franchi
Il calo rispetto al 2001 è del 29%
Solo il ritiro del marchio «PaineWebber» è costato ammortamenti per 953 milioni

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