UBS e CS porgono un giubbotto di salvataggio a Swissair

Nelle casse di Swissair i soldi stanno per finire... Keystone

Proprio quando il fallimento non sembrava più solo un miraggio, con Swissair che chiedeva ufficialmente aiuto alla Confederazione, UBS e Credit Suisse hanno annunciato che sono intenzionate a salvare la compagnia aerea. Le due grandi banche sono pronte a mettere a disposizione il 51 % del capitale necessario al salvataggio della moribonda compagnia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 settembre 2001 - 17:55

UBS contraria al coinvolgimento statale

Il credito di transizione offerto dalle grande banche a Swissair è di 900 milioni-1 miliardo di franchi: UBS metterebbe a disposizione il 51 %, il CS il 49 %, afferma il portavoce di UBS Michael Willi, senza precisare le condizioni per la concessione dell'aiuto. Karim Rhomberg, portavoce di CS si è limitata a confermare che in primo piano vi è una soluzione in partecipazione, ma che nulla è ancora definitivo.

Da parte sua Swissair non commenta la notizia, limitandosi ad affermare che prenderà posizione al termine del vertice di crisi fra i dirigenti della compagnia e una delegazione del Consiglio federale.

Il presidente della direzione generale dell'UBS Marcel Ospel non ritiene necessaria una partecipazione della Confederazione al fondo urgente creato dalle due grandi banche. Non sarebbe una soluzione giusta dal profilo politico, afferma Ospel citato dal portavoce Michael Willi. Per questa ragione l'UBS non ha partecipato alla riunione di crisi di domenica.

Willi ha aggiunto che la Svizzera deve avere anche in futuro una compagnia di successo: è nell'interesse dell'economia, e quindi della stessa UBS.

Anche per il CS una cordata con l'UBS rappresenta in linea di massima la soluzione migliore per salvare Swissair dal naufragio. Non è però ancora stata presa alcuna decisione definitiva, ha detto la portavoce CS Karin Rhomberg, senza precisare se il secondo istituto bancario svizzero consideri opportuna o necessaria una partecipazione della Confederazione al finanziamento dell'operazione di salvataggio.

Una situazione precaria

Le ultime mazzate al destino di Swissair sono state elargite dalla situazione venutasi a creare in seguito agli attacchi terroristici negli USA. Secondo fonti societarie, i danni supplementari ammonterebbero a miliardi di franchi.

Il portavoce di Swissair Rainer Meier ha dichiarato che il gruppo sta lavorando ininterrottamente alla ricerca di soluzioni per far fronte alla gravissima crisi di liquidità nella quale è sprofondato.

Secondo i piani presentati in agosto dall'amministratore delegato Mario Corti, ora da lui stesso ritenuti «sensibilmente compromessi», si volevano ottenere mezzi finanziari per 4,5 miliardi di franchi con la vendita di filiali e velivoli. Fino ad oggi un'uscita dalla crisi senza aiuto statale e senza ricapitalizzazione appariva altamente improbabile.

Un aiuto condizionato

Swissair aveva quindi chiesto aiuto urgente alla Confederazione, detentrice del 3 % del suo capitale azionario, per far fronte alla drammatica crisi di liquidità emersa in tutta chiarezza negli ultimi giorni.

Il ministro delle finanze Kaspar Villiger, nel corso di una trasmissione radiofonica sulla rete svizzera-tedesca, ha sottolineato come la Confederazione consideri con assoluta importanza il tentativo di salvataggio di Swissair. Berna dovrebbe partecipare al risanamento nella misura della sua quota di partecipazione attuale al capitale sociale della compagnia aerea, "senza però scartare ipotesi che contemplino contributi maggiori" ha concluso Kaspar Villiger.

Qualsiasi coinvolgimento statale é però condizionato. Il presupposto fondamentale è che anche i principali ambienti economici partecipino. Il contributo di Berna si dovrebbe situare tra i 100 milioni di franchi ed il miliardo.

Rainer Meier ha definito delle "speculazioni" le voci, riportate dalla "Sonntagszeitung" secondo le quali la società sta per avviare una procedura parziale di fallimento. Stando all'articolo del foglio zurighese, la Crossair e le parti di Swissair ancora salvabili confluiranno in un'unica nuova azienda, mentre il resto (comprendente tutte le partecipazioni di Swissair all'estero) starebbe per dichiarare bancarotta.

Meier non ha voluto precisare i montanti necessari per garantire la liquidità a corto termine di Swissair. Gli ultimi dati indicano dei debiti che hanno ormai raggiunto e superato i 17 miliardi di franchi. Per ora la compagnia continua le attività normalmente, ha aggiunto Meier.

swissinfo e agenzie

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