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UBS si aspetta quest'anno un utile superiore ai 2 miliardi

Marcel Ospel, futuro presidente del consiglio di amministrazione di UBS, prevede di espandere le attività nell'investment banking e nel settore della clientela privata Keystone

L'UBS è convinta che l'esercizio 2000 «chiuderà con risultati estremamente solidi e che il gruppo continuerà a trovarsi nella migliore posizione per conseguire ulteriori successi». Lo indica martedì la grande banca in un comunicato stampa.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 novembre 2000 - 14:51

Le indicazioni rese note da UBS sono contenute nella documentazione dettagliata dei risultati del terzo trimestre dell'anno. Le cifre del terzo trimestre erano state anticipate in ottobre.

Tra inizio luglio e fine settembre, l'UBS ha realizzato un utile netto, dopo deduzione delle imposte e delle quote di minoranza, di 2,075 miliardi di franchi, in aumento del 73 percento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato definito «eccellente» dalla grande banca.

L'utile netto dei primi nove mesi, che si è fissato a quasi 6,5 miliardi di franchi (al netto degli accantonamenti unici del secondo trimestre), supera già del 39 percento il livello raggiunto nell'intero 1999.

La grande banca ricorda che in genere il quarto trimestre è il più tranquillo dell'anno. A carico dei conti degli ultimi tre mesi del 2000 vi saranno oneri non ricorrenti dovuti all'integrazione e alla ristrutturazione in relazione all'acquisto della banca americana PaineWebber, prosegue il comunicato dell'UBS.

Secondo Marcel Ospel, presidente della direzione, l'UBS prevede di espandere le attività principalmente nell'investment banking e nel settore della clientela privata. Il futuro presidente del consiglio di amministrazione ha reso noto che UBS Warburg dovrebbe rafforzare ulteriormente la propria posizione sul mercato nordamericano, grazie alla crescita interna.

L'UBS si attendeva contraccolpi in seguito alla fusione con la SBS, in particolare per quanto riguarda il livello dei fondi della clientela. Inoltre molte capacità del personale sono state assorbite dal processo di fusione. «Siamo però convinti che questa fase sia superata», ha affermato Ospel. La grande banca è riuscita a bloccare il deflusso di fondi in gestione nel terzo trimestre di quest'anno. A fine settembre, i fondi amministrati erano pari a 1.746 miliardi di franchi, contro 1.711 miliardi a fine giugno.

Ospel ha ribadito che le attività svizzere sono molto importanti per il gruppo bancario. Con un utile prima delle imposte di 464 milioni di franchi ( 61 percento rispetto al terzo trimestre 1999), l'unità operativa Clientela privata e aziendale «ha realizzato un eccellente risultato anche se esso si colloca al di sotto (-12 percento) del record registrato nel secondo trimestre», indica l'UBS nel comunicato.

I proventi operativi sono diminuiti del 5 percento rispetto al trimestre precedente, a causa della flessione delle entrate da interessi e ai proventi una tantum del secondo trimestre. I costi attesi per i rischi creditizi sono risultati più bassi grazie alla migliore qualità del portafoglio crediti, prosegue il comunicato. I patrimoni gestiti hanno raggiunto i 440 miliardi di franchi, segnando un incremento di 1 miliardo dovuto all'afflusso di nuovi fondi.

Negli affari con la clientela privata facoltosa, l'utile ante imposte si è attestato a 887 milioni di franchi, in lieve rialzo rispetto al secondo trimestre e in progresso del 22 percento sul terzo trimestre 1999. I patrimoni in gestione sono aumentati di 24 miliardi a 707 miliardi.

Quanto all'e-banking, UBS ha indicato che nel trimestre in rassegna il numero di contratti per operazioni bancarie via Internet ha raggiunto quota 534.000, contro 506.000 a fine giugno. Nel frattempo il 20 percento circa degli ordini di pagamento e il 12 percento delle transazioni di borsa sono effettuati mediante i canali elettronici di UBS Svizzera.

La divisione UBS Asset Management ha evidenziato un utile di 58 milioni di franchi nel periodo in rassegna (-2 percento sul secondo trimestre). I patrimoni in gestione sono passati da 525 a 528 miliardi. La divisione - rileva la grande banca - ha intrapreso diversi passi per rafforzare la propria presenza in Asia. In Giappone, sta pianificando, assieme a Mitsubishi Corporation, l'apertura di una ditta di consulenza nel settore dei fondi immobiliari, mentre nei prossimi mesi si stabilirà a Hong Kong un team specializzato nel mercato azionario cinese.

Quanto a UBS Warburg, l'unità Corporate & Institutional Clients ha registrato un utile ante imposte pari a 1,21 miliardi di franchi. Esso presenta un miglioramento del 116 percento sul terzo trimestre 1999. Il risultato su nove mesi (4,08 miliardi di franchi, 128 percento) «conferma l'ottima performance di questa unità», conclude l'UBS.

swissinfo e agenzie

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