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Ultimo miglio: apertura sì, ma minima

L'ultimo "pezzetto" di cavo che collega l'abbonato alla centrale non sarà più monopolio di Swisscom

(Keystone)

Nel corso di un dibattito dominato dal progetto di privatizzazione di Swisscom, il Consiglio degli Stati ha sposato la linea prudente della camera bassa.

L'abolizione del monopolio della compagnia di telecomunicazioni sull'ultimo miglio non dovrebbero stravolgere la situazione attuale, ma limitarsi al minimo necessario.

La liberalizzazione dell'ultimo chilometro, attualmente monopolio di Swisscom, avverrà con un po' più di prudenza rispetto a quanto inizialmente voluto dal Consiglio degli Stati.

L'esame delle divergenze riguardanti la Legge sulle telecomunicazioni (LTC) è stato condizionato dal recente annuncio del governo di voler privatizzare Swisscom rinunciando alla quota di maggioranza che attualmente detiene.

I rappresentanti dei cantoni, inizialmente propensi ad un'apertura più decisa, si sono allineati alle proposte "minimali" del Consiglio nazionale.

Mozione bocciata

Con 26 voti contro 10 i deputati hanno bocciato una mozione d'ordine che avrebbe voluto subordinare l'esame della legge a risposte chiare del Consiglio federale sulle strategie che intende seguire riguardo a Swisscom.

Secondo l'autrice della mozione, la socialista Anita Fetz, la situazione dell'operatore telefonico – ex regia federale – è radicalmente cambiata dopo le recenti decisioni del Consiglio federale che ha indicato di auspicare la privatizzazione di Swisscom e ha posto il veto ad una sua espansione all'estero.

Secondo la Fetz, il proseguio del dibattito sulla liberalizzazione dell'ultimo chilometro avrebbe portato pregiudizio a Swisscom che deve già affrontare l'incertezza generata dai piani del governo.

Pur condannando l'operato dell'esecutivo, numerosi deputati del Partito popolare democratico e del Partito liberale hanno invitato a bocciare la mozione per evitare il rischio di rimandare alle calende greche decisioni indispensabili per fare chiarezza nel settore delle telecomunicazioni.

Apertura non contestata

Di per sé la liberalizzazione dell'ultimo tratto di cavo tra la centrale e l'abbonato non è mai stata contestata da alcuno dei due Consigli, ma la camera del popolo ha sempre voluto una versione più restrittiva di quella dei Cantoni, fautrice di una maggiore apertura. Il principale punto di discordia tra i due rami del parlamento è costituito dai collegamenti a banda larga, utilizzati in particolare per internet (ad esempio l'ADSL).

Mercoledì, il Consiglio degli Stati ha fatto delle concessioni al Consiglio nazionale, decidendo che l'accesso liberalizzato ai raccordi a banda larga dovrebbe concentrarsi solo sul cavo di rame. Inizialmente la camera alta aveva optato per una liberalizzazione totale che prendesse in considerazione, tanto per fare un esempio, anche il cavo coassiale gestito da Cablecom.

Con 18 voti contro 15, i «senatori» hanno bocciato il compromesso della loro commissione che avrebbe permesso di estendere la liberalizzazione della banda larga ad altre tecnologie, come la fibra ottica. Tacitamente il Consiglio degli Stati ha tuttavia precisato nella legge che il parlamento potrà definire altre forme d'accesso oltre a quelle esplicitamente previste.

Possibilità d'intervento da parte dello Stato

Con 17 voti contro 16 la camera dei Cantoni ha totalmente rifiutato di seguire il Nazionale riguardo ai tempi di apertura dell'accesso alla banda larga da parte dei concorrenti di Swisscom.

Per evitare che «approfittatori» si gettino sul mercato a capofitto, il Consiglio federale potrà intervenire dopo due anni, e non più dopo tre anni come inizialmente auspicato.

Il governo potrà escludere le imprese che non hanno investito nelle infrastrutture e non hanno rispettato il gioco della concorrenza in tutto il paese.

swissinfo e agenzie

In breve

Nel mondo della telefonia, il termine "ultimo miglio" (last mile) indica l'allacciamento dell'utente alla rete di telecomunicazione.

Swisscom – ex regia federale – detiene il monopolio sull'ultimo miglio. Attualmente, l'utente deve versare un canone per l'allacciamento a Swisscom anche se effettua le sue telefonate con un altro operatore.

Con la revisione della Legge sulle telecomunicazioni, il parlamento ha deciso di liberalizzare l'ultimo miglio.

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