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Un’agenzia delle Nazioni unite condanna l’UDC

«Basta!», con inserzioni a tutta pagina il partito di destra paragona gli asilanti a criminali

(swissinfo.ch)

Alla vigilia delle elezioni federali, l’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, denuncia l’utilizzazione da parte del partito di destra di slogan ostili ai richiedenti l’asilo.

È la seconda volta che l’agenzia internazionale interviene contro l’UDC.

L’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) è intervenuto nella campagna elettorale elvetica. Al centro delle critiche ci sono i manifesti dell’Unione democratica di centro.

Con inserzioni a tutta pagina – apparse sui principali quotidiani di lingua tedesca e francese – il partito paragona direttamente i richiedenti l’asilo a criminali e cementa l’affermazione a suon di grafici e statistiche. Ma il Commissariato Onu non ci sta e si è fatto sentire.

La protesta internazionale

«I manifesti elettorali dell'UDC sugli asilanti rappresentano una delle dichiarazioni più schiette contro il diritto d'asilo espressa finora da parte di un grande partito europeo», ha ribadito a swissinfo venerdì Rupert Colville, portavoce dell'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati.

Colville ha affermato che l'Onu è preoccupata per una parte delle dichiarazioni contenute nei manifesti. A suo parere, la manipolazione di statistiche e fatti allo scopo di gettare cattiva luce sui richiedenti l'asilo e i profughi è un fenomeno preoccupante, ovunque esso avvenga.

Il fatto che queste persone vengano presentate a priori come simbolo di tutto ciò che c'è di male è deplorevole. In Gran Bretagna, per esempio, la parola «richiedente l'asilo» viene sovente associata a quella di terrorista, criminale, violentatore. Il risultato di tali associazioni è la «disumanizzazione» dei rifugiati.

Tradizione consolidata


Non è la prima volta che il partito della destra nazionale suscita accese critiche sulle sue uscite verbali e pubblicitarie. Anche i tribunali svizzeri si sono occupati in più casi dei temi scelti dal partito. Non solo la sinistra deplora il fatto che i dibattiti politici si riducano a studiati atti di comunicazione e di provocazione.

In fatto di manifesti e affermazioni offensivi contro gli stranieri, il partito ha ormai una tradizione consolidata. Recentemente poi, per un manifesto è stato utilizzato il termine «negro», ritenuto tabù, non solo da chi è ossessionato dalla correttezza politica.

Anche l’UNHCR è già intervenuto l’anno scorso per richiamare all’ordine la formazione politica che, da partito legato all’artigianato e all’agricoltura, dagli anni Ottanta è progressivamente diventato la principale forza della destra conservatrice.

Con le sue posizioni estreme, l’UDC ha comunque conquistato fette sempre più importanti dell’elettorato. Attualmente a livello nazionale il partito raggiunge il 22% dei consensi, eguagliando i socialisti. Nei cantoni della Svizzera tedesca l’importanza è ancora maggiore.

«Ingerenza inaccettabile»

Comunque alla direzione del partito a Berna si conferma la pertinenza del messaggio: «Respingiamo le accuse. Le cifre citate sono tratte da un rapporto della Confederazione. È tutto perfettamente corretto», ha replicato il portavoce Yves Bichsel a swissinfo.

L’annuncio da Ginevra è arrivato due giorni prima delle elezioni. Quella che il portavoce UDC ritiene un’«inaccettabile intrusione» di un’organizzazione internazionale in ambito interno, non dovrebbe avere comunque grandi ripercussioni sull’esito delle elezioni: la maggior parte degli elettori vota per corrispondenza e dunque ha già votato.

swissinfo e agenzie

In breve

L’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati è intervenuto criticando i manifesti UDC che associano deliberatamente i richiedenti l’asilo politico con i criminali.

Quello che l’UDC definisce un dato di fatto, è per l’organizzazione internazionale un'offesa alla dignità umana di chi è in fuga da paesi in guerra dove non sono rispettati i diritti umani.

Alcune sezioni cantonali della stessa UDC, fra cui quella del canton Vaud, si sono distanziate dai toni aggressivi proposti dalla centrale.

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