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Un altro mondo sembra possibile

Dopo la pioggia battente, il tramonto su Porto Alegre lascia sperare i delegati del Forum sociale in un futuro più giusto

(swissinfo.ch)

Il secondo Forum sociale a Porto Alegre: oltre 50'000 persone riaffermano la loro speranza in un mondo migliore. L'altro Davos si fa sentire.

Il clima è soffocante, sotto la pioggia battente di Porto Alegre, ma le migliaia di manifestanti accorsi non si lasciano scoraggiare. Anche sulle fronti dei delegati svizzeri cola il sudore, malgrado il corteo proceda lentamente.

Fra i balli, la musica e slogan della sinistra locale, si sente un elicottero della sicurezza che sorvola la massa. Solo lentamente il corteo si mette in movimento. Basta uno sguardo per capire i temi che uniscono i presenti: degli striscioni inneggiano alla pace, poco oltre si elevano gigantografie di Che Guevara, più avanti si sentono critiche all'intransigenza occidentale verso l'indebitamento dei paesi in via di sviluppo, altri ancora scandiscono un chiaro "Basta Neoliberalismo".

Ci sono un po' tutti: sindacati, partiti, movimenti sociali, suore filippine come rappresentanti italiani dei Forum sociali, indio dell'Amazonia, centinaia di membri di Attac. "Sono almeno il doppio della prima edizione" commenta con soddisfazione il consigliere nazionale socialista Pierre-Yves Maillard, arrivato da Losanna.

Larga partecipazione.

Ma non solo il numero dei manifestanti indica il successo della manifestazione. Al convegno partecipano anche organizzazioni affermate e consolidate nella loro attività, come Greepeace, Gruppi di aiuto allo sviluppo, o l'organizzazione cattolica CIDSE. Anche Amnesty International è presente con il suo presidente.

La Direzione per lo sviluppo e la cooperazione svizzera (DSC) è a sua volta presente sul posto. Per la delegata Dora Rapold l'appuntamento acquista sempre più importanza: "Sono rare le occasioni in cui incontrare tanti gruppi diversi in un solo posto. Per noi della DSC è molto importante conoscere queste voci, discutere a fondo i problemi dello sviluppo".

Fra i rappresentanti delle organizzazioni per lo sviluppo non governative si incontrano i delegati elvetici di Swissaid, Pane per i fratelli, Helvetas e Caritas. Con questa ampia presenza si conferma il tentativo degli organizzatori di creare un forum di discussione globale, analogo a quello di New York, ma con opposti fini.

Quali traguardi possibili?

La pluralità del Forum sociale è al contempo una debolezza. Gli organizzatori rinunciano per questo ad una dichiarazione finale e nessuno potrà arrogarsi il privilegio di parlare in nome del Forum.

Adesso si pone il problema di come dare voce alle rivendicazioni. L'aumento dei partecipanti causa la frammentazione delle opinioni. Questo si dimostra direttamene nella difficoltà di coordinare le campagne internazionali. Ma per gli organizzatori rimane fondamentale la possibilità di richiamare l'attenzione sulle alternative alla globalizzazione economica.

A Porto Alegre si è trovata l'unanimità, per esempio, nel condannare le decisioni dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO), prese in novembre a Doha. Adesso si cercherà un procedere comune.

Nel frattempo il corteo è arrivato alla Porta del Sol, termine della marcia. Suoni, musica, balli e allegria conquistano la folla. Qui, sotto il sole che tramonta nel mare di striscioni e bandiere, sembra ci sia un'alternativa. Un momento in cui un mondo migliore sembra possibile.

Hansjörg Bolliger, Inviato speciale Porto Alegre


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