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Un gentleman con la macchina fotografica

Il primo ministro esclama: "Ecco il re degli indiscreti!" (Erich Salomon)

L'opera di Erich Salomon, uno dei grandi pionieri del fotogiornalismo politico, è al centro di una mostra al Fotomuseum di Winterthur.

L'esposizione propone i servizi realizzati da Salomon tra il 1928 e il 1938 in occasione di conferenze politiche, alcuni reportage internazionali e ritratti di personalità.

Fino ad ora le mostre e le pubblicazioni dedicate a Erich Salomon sono state presentate secondo un ordine storico-tematico. Nella mostra «Con il frack e l'obiettivo attraverso politica e società» curata da Janos Frecot, il lavoro di Salomon viene analizzato anche nei suoi aspetti compositivi e concettuali.

Questo nuovo approccio rende evidente come Salomon abbia cambiato profondamente il vocabolario delle immagini del fotogiornalismo, sia per la scelta tematica dei soggetti che, soprattutto, attraverso una nuova tipologia di immagini.

Tra racconto e studio etnografico

Come è dimostrato ampiamente in tutte le sezioni dell'esposizione, Salomon attraverso la fotografia, non solo mostra ma racconta. Egli, infatti, usa la fotografia come testo autonomo, come racconto indipendente dal testo scritto.

Nei reportage che dedica ai dialoghi tra due o tre persone, la macchina di Salomon, pur rimanendo discreta, riesce a cogliere e a raccontare nei dettagli anche le minime trasformazioni di atteggiamento o i cambi d'intensità dei suoi soggetti.

Nel gruppo dedicato alle riunioni, siano esse di carattere politico o culturale, le foto di Salomon sembrano talvolta degli studi socio-etnografici. Immagini di tavole rotonde dove regna la tranquillità lasciano il posto ad altre che riprendono discussioni animate nelle quali traspare totalmente la drammaticità della situazione.

Nessuna sezione però, si avvicina così tanto al teatro come quella che raccoglie le foto di gruppo, tanto che si ha l'impressione che un regista abbia distribuito ad ognuno un ruolo. Gerarchie e dinamiche di gruppo sono così trasparenti che queste foto sono state paragonate a una sorta di carta topografica della struttura sociale degli anni '30.

Alcune foto famose

In mostra non poteva mancare la foto sul processo Krantz pubblicata dal Berliner Illustrierten Zeitung il 19 febbraio 1928. Dopo questo primo reportage Salomon diventa il più importante fotoreporter della casa editrice Ullstein.

Questa foto possiede una caratteristica comune alle altre raccolte nella sezione dedicata ai tribunali. In tutte è chiaro che Salomon non è interessato a mostrare i luoghi in cui viene esercitato il potere giuridico.

L'obiettivo mette a fuoco, piuttosto, gli aspetti umani, i caratteri e si sposta dal banco degli imputati a quello dei testimoni e della giuria. In questo modo le immagini contribuiscono a far comprendere che il diritto non è una cosa astratta ma un adattamento continuo alle leggi della realtà sociale.

Tra le foto di gruppo troviamo quella che viene considerata la più celebre di Salomon scattata a Parigi nel 1931 in una conferenza dove i fotografi non erano ammessi. Da un gruppetto di persone riunite attorno ai membri del governo francese, il primo ministro Aristide Briand puntando il dito verso Salomon esclama divertito: Le voilà le roi des indiscrets!

I segreti del successo di Salomon

Erich Salomon apparteneva a una famiglia benestante di ebrei berlinesi, era laureato in giurisprudenza, ma non esercitò mai la professione di avvocato o di giudice. Come ci racconta Janos Frecot, curatore della mostra: «alla fotografia, la sua passione, ci arrivò per vie traverse quando nel 1927 iniziò a lavorare per l'editore Ullstein.»

«I segreti del suo successo credo siano stati sostanzialmente due: sul mercato era appena arrivata una piccola macchina fotografica di qualità e con un obiettivo molto luminoso, la Ermanox, che Salomon sapeva usare con grande perizia.»

«E, seconda cosa, grazie al suo aspetto distinto, alla conoscenza delle lingue e alle sue buone maniere, si muoveva con scioltezza tra le persone che contavano nell'economia e nella politica.»

Salomon insomma entrava in contatto con i suoi soggetti come un etnologo, riuscendo a scattare foto che non si erano mai viste prima di allora negli ambienti del potere e dell'alta società.

swissinfo, Paola Beltrami, Winterthur

Fatti e cifre

Erich Salomon nasce a Berlino nel 1886 da famiglia benestante.
Nel 1928 la Berliner Illustrierte Zeitung pubblica una sua fotografia che suscita grande scalpore.
È la prima volta che in Germania viene pubblicata la fotografia di un processo, scattata di nascosto da tutti.
Fino al 1933 lavora soprattutto come fotografo freelance per i più importanti quotidiani.
Nel 1934, dopo l'ascesa di Hitler, fugge in Olanda, dove però viene catturato nel 1943.
Nel 1944 Erich Salomon muore ad Auschwitz.

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In breve

«Con il frack e l'obiettivo attraverso politica e società» è il titolo della mostra fotografica dedicata a Erich Salomon in corso al Fotomuseum di Winterthur fino al 19 febbraio.

Il suo contributo alla storia del fotogiornalismo è stato enorme.

Una curiosità tecnica: la Ermanox, la macchina fotografica che favorisce il successo di Salomon, viene lanciata nel 1924 (un anno prima della Leica I) dalla Ernemann-Werke AG che, due anni dopo, insieme ad altre ditte, fonda la Zeiss-Ikon AG.

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