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Un'Isola nella metropoli

Centri commerciali al posto degli atelier degli artisti? Il quartiere milanese Isola non ci sta.

È la storia di una lotta appassionata che si racconta in un’esposizione del Museo d’arte moderna e contemporanea di Ginevra (Mamco).

Case a ballatoio, vicoli e piazze. Spazi lasciati vuoti dal disordine della pianificazione urbanistica e tagliati fuori dal resto della città dalla linea della ferrovia. Ex fabbriche ed aree verdi per caso, che si sono riempite di arte e socialità su iniziativa di chi le abita. Il quartiere Isola di Milano è una strana oasi nella metropoli e da un ventennio è al centro di numerosi e successivi progetti comunali.

L’ultima versione si chiama “La Città della Moda” e promette di costruire grattacieli e centri commerciali dove ora sorgono atelier di artisti, piazze e giardini. Contro questi progetti è nato e cresciuto un fronte multicolore di resistenza alla cementificazione del quartiere: un cartello che è nato dall’attività concreta e quotidiana di soggetti molto diversi, dal Comitato di quartiere ai centri sociali Pergola e Garigliano Social Club, dall’associazione Cantieri Isola al gruppo Isola dell’arte (che vede insieme critici d’arte, artisti, architetti). Un fronte che è cresciuto nel corso di due decenni con mille iniziative aperte al pubblico: mercatini e concerti, mostre e cene sociali.

Una battaglia al Mamco

La storia appassionante di una battaglia decisamente popolare arriva al Mamco all’interno di “Frammenti di un discorso italiano” con “Isola (Art) Project”, un’insieme di installazioni, documenti, immagini.

Il Mamco le presenta in pompa magna al pubblico svizzero e si percepisce anche un certo, comprensibile trasporto emotivo per la battaglia milanese: in particolare il progetto di costruire un complesso per l’arte e l’artigianato all’interno de La Stecca, ex edificio industriale che il Comune vorrebbe semplicemente abbattere, ricorda al Mamco la sua stessa storia.

Il cemento che opprime

Nelle sale del museo troviamo “Wild Island” di Stefano Boccolini: un giardino comunitario, costruito giorno per giorno con le piante che singoli e gruppi portano all’Isola. Una stanza è dedicata all’installazione video di Bert Theis: due grandi schermi disposti ad angolo, il primo è una passeggiata aerea sulla metropoli milanese, fra palazzi e cielo grigio e sporadici alberi su colonna sonora techno; l’altro è un’incursione in una giungla-giardino e l’audio è quello dell’ambiente naturale.

I due schermi si incrociano e quasi si sovrappongono: il visitatore sente sulla pelle l’oppressione della città di cemento, dove il verde è solo residuale o casuale. E si affeziona irrimediabilmente alla battaglia per salvare il quartiere Isola.

swissinfo, Serena Tinari, Ginevra


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