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Un lavoro sportivo In corsa con i corrieri in bicicletta



Sdraiarsi in mezzo alla strada è una sorta di rituale che precede la gara.

Sdraiarsi in mezzo alla strada è una sorta di rituale che precede la gara.

Sdraiati in mezzo a una strada di Berna, i concorrenti meditano su quanto li attende: una gara che incoronerà il migliore corriere in bicicletta d’Europa. Oltre a sentirsi in una grande famiglia, tutti condividono una passione che è diventata uno stile di vita.

Terminata la fase di preparazione mentale, i corridori inforcano i loro mezzi e si posizionano sulla linea di partenza. Nel quartiere della Lorraine, poco distante dal centro di Berna, l’ambiente è festivo. Poi il segnale d’inizio: l’atto finale del Campionato europeo di corrieri in bicicletta può cominciare.

«Solo i migliori giungeranno alla fine!», grida in un megafono l’organizzatore della gara, mentre i ciclisti verificano le cinghie delle loro borse e gettano uno sguardo sulla mappa, così da memorizzare l’ordine in cui devono consegnare i pacchi.

Come funziona?

I partecipanti della gara dei corrieri in bicicletta ricevono una mappa e la lista di indirizzi in cui prendere o consegnare dei pacchi. Sono liberi di scegliere l’ordine che preferiscono.

La corsa prevede delle fasi eliminatorie. Alla finale partecipa soltanto una dozzina di concorrenti. Il vincitore porta a casa un trofeo e diversi accessori quali copertoni o borse.

In parallelo sono organizzate anche altre competizioni. Tra queste: la traccia di frenata più lunga, il miglior velocista o il surplace (rimanere fermi in equilibrio sulla bicicletta).

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Al termine dei tre giri previsti, il gruppo iniziale di 50 partecipanti verrà sfoltito. Soltanto i più rapidi si sfideranno in uno o due ulteriori giri, a seconda del tempo a disposizione. Ogni giro significa una nuova serie di pacchetti da consegnare, un nuovo percorso da memorizzare. La corsa promette di essere lunga.

Laurent, giunto da Ginevra, gareggia da quasi dieci anni. Per il responsabile di un servizio di corrieri in bicicletta, questo tipo di competizione con ciclisti da vari paesi è un’occasione per conoscere gente. «Discutiamo del nostro lavoro e di come viene fatto nelle diverse città. Alcuni consegnano cibo, altri la posta prioritaria».

Anche Natalie viene da Ginevra ed è una delle dieci donne che partecipano alla gara. Sebbene abbia abbandonato la vita di città per quella di montagna, e sia passata dal lavoro di corriere in bicicletta a un impiego in una scuola di sci, non ha voluto mancare all’appuntamento. «Volevo essere qui e competere. È come una grande famiglia».

Svizzeri veloci

«Bici! Bici!», gridano i volontari vestiti di arancione, impegnati ad evitare che gli spettatori si facciano investire dai corridori mentre tentano di attraversare la strada. I ciclisti possono sbucare da qualsiasi parte. Ognuno sceglie infatti l’ordine in cui consegnare i pacchi ai vari posti di controllo disseminati nel quartiere, con l’obiettivo di ridurre al minimo i chilometri da percorrere.

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Le sfide con le quali sono confrontati durante la loro attività quotidiana sono però altre, spiega il corriere Armin Biehler. «Ci si trova immersi nel traffico e bisogna sapersi destreggiare. Qui bisogna invece essere veloci e sapersi orientare».

Dominik Guggisberg, direttore di un’azienda bernese di corrieri in bicicletta, che festeggia quest’anno il suo 25°, ritiene dal canto suo che la gara sia semplicemente una versione più intensa del lavoro quotidiano. «Il corpo è spinto ai suoi limiti. Bisogna però avere abbastanza sangue nel cervello per pensare. Ci sono magari diverse consegne da fare e bisogna conoscere gli indirizzi, i prezzi, i nomi. Al lavoro si può contare sull’aiuto di una persona in ufficio. In gara si è invece soli».

L’attitudine per la corsa d’orientamento, una disciplina ben radicata nella cultura svizzera, spiega come mai i corrieri elvetici ottengono solitamente buoni risultati in questo tipo di competizioni, indica Armin Biehler. «Gli svizzeri sono tradizionalmente molto forti. Anche gli americani lo sono e si distinguono spesso sulla scena internazionale».

Non fate come noi!

La maggior parte dei corrieri ammettono, con orgoglio ma anche con un certo disagio, che il loro stile di vita e i loro accessori hanno fatto nascere una nuova sottocultura urbana. «Abbiamo notato che negli ultimi anni la bicicletta è diventata un modo per distinguersi tra i giovani di Berna», osserva Dominik Guggisberg. «È nata una nuova cultura della bicicletta».

Per i corrieri, ogni accessorio ha però la sua utilità, dalla borsa spaziosa e impermeabile al cappellino che protegge dal sole e dal sudore.

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L’interesse crescente nei confronti della cultura dei corrieri è «una buona cosa», commenta Laurent. Lui e i suoi colleghi, osserva, non sono però forzatamente un buon esempio da seguire per i normali ciclisti. «Ci muoviamo nel traffico e non rispettiamo le piste ciclabili».

Acquisti consegnati a domicilio

Dominik Guggisberg si occupa anche della formazione dei giovani corrieri. «All’inizio, il corriere esce sempre accompagnato da una persona, che gli mostra come funziona il lavoro: i clienti principali, le strade migliori, come fare una consegna alla stazione ferroviaria,…».

Inoltre, prosegue, «evitiamo di assumere troppi corrieri allo stesso tempo. Non è grave se in città si consegna un pacco all’indirizzo sbagliato. Ma se ci si sbaglia alla stazione, il pacco destinato a Zurigo finisce a Ginevra. E qui è un problema».

Internet e le nuove tecnologie hanno causato una riduzione della domanda in alcuni settori, ad esempio nel campo della fotografia e della stampa. In altri, invece, si continuerà a far ricorso ai corrieri a due ruote, ritiene Dominik Guggisberg, che cita i piani edilizi da portare sui cantieri o le consegne di prodotti medici.

Secondo Armin Biehler, la prossima generazione di corrieri in bicicletta si occuperà della consegna di articoli più voluminosi. «Nei centri città, l’accesso alle automobili è sempre più limitato, ciò che rende più interessante l’impiego di bici da trasporto. Anche i servizi di consegna a domicilio rappresentano un mercato promettente: la gente può affidare gli acquisti al corriere e ritrovarli davanti alla porta di casa entro un’ora. È questo il futuro».

A Berna, la gara dei corrieri sta per terminare. Laurent guarda gli atti finali con una birra in mano. Non è riuscito a qualificarsi per l’ultima fase. «Non fa niente», dice sorridendo. L’importante è godersi l’ambiente.

Ogni città ha le sue difficoltà

Dal 30 luglio al 4 agosto 2013, corrieri da tutto il mondo si sfidano a Losanna per il titolo di campione del mondo di specialità. L’ultima edizione si è svolta a Chicago, la prossima sarà a Città del Messico.

Ogni città comporta sfide specifiche per i corrieri in bicicletta: Losanna ha le sue note salite, mentre Berna «ha un po’ di tutto», afferma Dominik Guggisberg, facendo riferimento ai tram, ai bus, alle salite e ai numerosi ponti.

In Svizzera, la maggior parte dei corrieri a due ruote lavora per una ditta specializzata. In città quali Berlino e New York vi sono invece numerosi corrieri indipendenti che sono integrati in vaste reti di distribuzione.

Tokyo è reputata la città con la più alta concentrazione di corrieri in bicicletta del mondo.

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Traduzione e adattamento dall’inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch


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