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Un museo per la cultura italiana

Gli italiani nel mondo: un dettaglio della prima mappa del cielo, composta dal Piccolomini nel 1540.

(www.adh.brighton.ac.uk)

"Riempire il vuoto di memoria" verso il contributo dell'italianità in Svizzera e nel mondo. Questo il traguardo di un gruppo culturale che vuole promuovere un Museo italiano a Basilea.

Un convegno internazionale ha cercato di concretizzare il progetto.

Da quattro anni un gruppo di italiani residenti in Svizzera intende allestire un proprio museo a Basilea. L'istituzione vuole congiungere due elementi: la città renana, come crocevia delle culture, e l'italianità nel mondo come ricchezza dell'umanità.

"La realtà italica è presente nella quotidianità della città multietnica Basilea, ma vogliamo offrire un vero punto d'incontro e valorizzazione", sostiene Maria Inglese dando voce al gruppo dei sostenitori dedicato a Luigi Sturzo.

"Contributo nuovo"

"Il nostro contributo vuole essere innovativo - precisa Maria Inglese - non vogliamo più utilizzare l'immagine abusata dell'emigrante operaio". Piuttosto il gruppo auspica di cogliere la ricchezza culturale interiore dei viaggiatori, quella trasmessa al luogo di arrivo.

"Il nostro tema sono gli italiani viaggiatori nei secoli", continua la Inglese e apre una finestra al passato. Parte da Enea Piccolomini, umanista e protagonista del Concilio di Basilea, promotore dell'università della città renana e dal 1458 papa Pio II.

Multiculturalità

Ma il progetto si apre anche alla cultura odierna. "La presenza italiana in Svizzera è nella multiculturalità del paese", spiega Maria Inglese, e con tre giornate di studio ad inizio settembre si è voluto definire i termini del discorso. Letteratura, storia, arte, musica sono stati al centro dell'attenzione.

L'Associazione scrittori di lingua italiana in Svizzera, presente all'incontro, ha sottolineato il ruolo attuale della scrittura al di fuori dei confini italiani. La presenza di gruppi culturali di altri paesi ha testimoniato la volontà d'apertura.

Realizzazione a tappe

Con le giornate di studio si è cercata una forma concreta per il sogno di un museo dedicato all'italianità. La partecipazione dell'Ufficio dell'integrazione di Basilea e il patrocinio del Consiglio dei ministri italiano hanno suggerito un largo sostegno all'iniziativa.

Già da tempo i promotori dispongono di un loro spazio in una biblioteca di Basilea. Un'esposizione fotografica arricchirà in questi giorni la collezione di libri già raccolti.

Ma non si tratta ancora del traguardo organico sognato dai promotori. Maria Inglese non si sbilancia sui tempi, ma confida nella bontà e la necessità dell'istituzione: "Adesso spetta agli italiani nel mondo arricchire questo spazio con le loro opere".

Per la costituzione di un vero e proprio Museo italiano - un'istituzione costruita sulla memoria e sull'analisi, aperta alla conoscenza del passato, ma con lo sguardo al futuro - il cammino è ancora lungo.

swissinfo/Daniele Papacella

In breve

Dal 6 all'8 settembre, in una tre giorni di cultura italiana a Basilea, i promotori del Museo italiano hanno raccolto idee per concretizzare ulteriormente il progetto. Grazie ad un ricco programma si è voluto sottolineare l'apporto culturale italiano in Svizzera e aprire una finestra alla multiculturalità, come realtà della società odierna.
I promotori intendono conferire al progetto di Museo italiano una connotazione aperta che si distanzi dal concetto tradizionale conosciuto.

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