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Un progetto per lasciar tornare il lupo

Tra il 1998 e il 2001 almeno sette lupi sono entrati nel nostro Paese

(Keystone)

L'uomo e il lupo devono potere coesistere, d'accordo, ma sulle modalità i pareri divergono.

È necessario elaborare un programma specifico per assicurare la coesistenza tra l'uomo e il lupo, tornato negli ultimi anni a calcare il suolo svizzero, ma sulle misure da prendere per limitare i danni che questo animale potrebbe causare i pareri sono divergenti.

L'Ufficio federale dell'ambiente (Ufafp) annuncia giovedì la conclusione della procedura di consultazione relativa al «Progetto Lupo Svizzera»: 60 gli interpellati, tra cantoni e associazioni, e la maggioranza - circa l'80 per cento - si è detta favorevole.

Un programma in quattro punti

Tra il 1998 e il 2001 almeno sette lupi sono entrati nel nostro Paese e con le nuove disposizioni, indica l'Ufafp, si vuole tenere conto di questa evoluzione. I punti cardini del programma sono quattro: la collaborazione tra Confederazione e Cantoni, la prevenzione, il risarcimento in caso di danni e l'informazione.

Largo consenso ha riscosso la questione degli indennizzi degli allevatori, che dovranno avvenire in maniera semplice e non burocratica. L'80 per cento del danno verrebbe risarcito dalla Confederazione e il 20 per cento rimanente dai cantoni. Prioritaria è però la prevenzione e sulle misure di protezione non tutti sono d'accordo: l'impiego di pastori, di cani e di speciali recinti è stato ampiamente criticato, visto che comporta spese ingenti. Pareri contrastanti anche sui criteri che consentono l'abbattimento del lupo. Secondo la proposta dell'Ufafp, il lupo firma la sua condanna a morte se uccide più di 50 animali da allevamento:troppi, secondo il mondo contadino, e troppo pochi per le associazioni animaliste.

Il lupo una minaccia per l'economia e il turismo?

L'Ufafp rielaborerà ora le sue proposte in funzione delle critiche e dei suggerimenti espressi e in aprile le discuterà assieme alle autorità cantonali. Molto dipenderà però dal Consiglio nazionale, chiamato a pronunciarsi su una mozione di Theo Maissen, già approvata dal Consiglio degli Stati. La mozione del «senatore» grigionese chiede al governo di rinunciare al «Progetto Lupo Svizzera», considerato una minaccia per l'economia e per il turismo. L'Ufafp ha fatto sapere che continuerà i propri lavori, almeno fino a quando non verranno segnali contrari da parte del Parlamento.

swissinfo e agenzie

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