Un realizzatore con il pallino per i disastri

Questa volta è un'immensa onda a distruggere New York Keystone

Lo svizzero Ueli Steiger ribadisce di non avere nulla contro gli abitanti di New York. Anche se ha appena distrutto la loro città per la terza volta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 maggio 2004 - 19:56

A colloquio con swissinfo, Steiger parla di "L'alba del giorno dopo", l'ultimo colossal hollywoodiano del quale è direttore della fotografia.

"L'alba del giorno dopo", dopo "Indipendence Day" e "Godzilla", è il terzo film nel quale Steiger collabora con il regista tedesco Roland Emmerich.

Ognuna di queste tre pellicole vede New York parzialmente o totalmente distrutta.

Il nuovo film racconta la storia di un disastro ambientale di proporzioni globali, provocato da un clima impazzito.

swissinfo: Come è arrivato a Hollywood?

Ueli Steiger: Avevo incontrato il regista Michael Hoffman durante i miei studi a Londra. Sei anni dopo, ho finito per lavorare con lui nel suo primo film negli USA.

Mi sentivo uno strano cameramen svizzero impegnato in un grande progetto prodotto da Robert Redford.

Ero stato assunto per lavorare nella seconda unità, filmare paesaggi e cose del genere. Dopo una settimana fu però licenziato il direttore della fotografia.

Io presi il suo posto finché non si fosse trovato qualcun'altro. Non feci errori e costavo poco. E così restai. Il mio primo grande successo.

swissinfo: E come ha incontrato Roland Emmerich?

U.S.: Mi ero candidato per un posto da cameraman per "Indipendence Day". Che poi ottenni.

In seguito, Roland mi offrì "Godzilla", un'altro film di successo. Da allora abbiamo sempre lavorato insieme.

È un ottimo regista, molto cooperativo ed attento agli aspetti visivi: è stupendo lavorare con lui. Oltretutto, siamo cresciuti in regioni vicine ed abbiamo la stessa età.

swissinfo: Questo è il suo terzo film apocalittico di successo: sta diventando il suo marchio di fabbrica?

U.S.: No, non penso. Ho partecipato anche a molte commedie, come "Bowfinger" od il secondo film su Austin Power. Inoltre ho collaborato con produzioni indipendenti, come gli ultimi due film diretti da Dennis Hopper.

Non mi piace l'idea di essere catalogato. D'altra parte è una bella soddisfazione vedere il mio nome apparire nei crediti di grandi film.

swissinfo: "L'alba del giorno dopo" è dominato dagli effetti speciali. Qual è la sua influenza sulla pellicola?

U.S.: Gli effetti speciali hanno sicuramente un ruolo importante. Alcuni di essi, come l'immensa onda che sommerge New York, sono tra le principali attrazioni di questa vicenda.

Ma, solitamente, la gente ritiene che esistano più effetti speciali di quelli che ci sono realmente. La maggior parte delle opere sono ancora realizzare sulla base di una reale fotografia.

L'aspetto visivo del film è sempre creato prima dell'eventuale inserimento degli effetti digitali. E così, come direttore della fotografia, sei parecchio coinvolto. Anche nella post-produzione.

swissinfo: Come considera "L'alba del giorno dopo"? Puro intrattenimento o un film serio?

U.S.: Si tratta di un'opera molto speciale. Certo, si tratta di un colossal estivo. Ma è molto raro che questo tipo di film si confrontino con un tema specifico come quello delle mutazioni climatiche.

Ti mantiene sempre sul chi vive. L'ho visto sette volte e penso sia davvero magnifico. Ed inoltre ne risulta un messaggio politico molto chiaro.

swissinfo: Con Roland Emmerich, avete distrutto New York per la terza volta. Non temete che gli abitanti della Grande Mela la prendano a male?

U.S.: Non penso che Roland si sia preoccupato di questo aspetto.

Semplicemente si tratta della città che meglio incarna l'azione, quella che ha il maggior impatto come sfondo sul quale costruire delle storie.

swissinfo: Lei è visto come uno svizzero che lavora a Hollywood o come un membro dell'industria cinematografica americana?

U.S.: Credo di essere ancora uno svizzero che lavora ad Hollywood.

Comunque ci sono moltissimi stranieri in questo ambiente. C'è una lunga storia di realizzatori cinematografici non americani sulle colline di Hollywood...

swissinfo: Pensa che potrebbero farcela anche altri svizzeri?

U.S.: Certo. Non è uno svantaggio essere svizzeri: ce la si può fare qui ad Hollywood.

Ci sono parecchi cittadini elvetici nelle scuole di cinema della zona. A Los Angeles incontro sempre meravigliosi, freschi talenti.

Non è facile ottenere un impiego nell'industria cinematografica e ricevere i permessi di lavoro necessari. Ma vedo molta gente che ce la fa. E ciò è molto incoraggiante.

Intervista a cura di swissinfo, Scott Capper
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)

Fatti e cifre

Ueli Steiger ha studiato cinematografia alla London International Film School;
Il suo primo film americano è stato "Promised Land" del 1986;
Da allora ha assunto il ruolo di direttore della fotografia per più di 20 produzioni.

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In breve

“The Day After Tomorrow” (titolo italiano: "L'alba del giorno dopo") considera quali sarebbero gli effetti sul mondo se l'effetto serra ed il conseguente surriscaldamento climatico dovessero continuare. Una catastrofe planetaria.

In questa vicenda, New York è investita dall'inizio di una nuova era glaciale.

Il cast del film, diretto e scritto da Roland Emmerich, comprende Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal e Ian Holm.

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