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Un simbolo che seduce i pubblicitari

Un simbolo immediatamente comprensibile. Basta anche un torsolo di mela (fonte: BN)

L’uomo, la mela e la balestra rappresentano un trio al quale il mondo della pubblicità e della comunicazione ha fatto ricorso a più riprese.

Migliaia di prodotti si rifanno alla leggenda di Guglielmo Tell. Analisi di un fenomeno fuori dell’ordinario.

«Viviamo giorno per giorno con lui», osserva Uli Windisch, professore di sociologia all’Università di Ginevra. «Siamo in tanti a vederlo, sentirlo, toccarlo, portarlo, calzarlo, berlo, mangiarlo. Siamo in tanti a detestarlo o a venerarlo».

Un’occhiata ad internet conferma la portata del fenomeno. Alla voce Guglielmo Tell, il motore di ricerca Google individua 9'000 pagine in italiano. Un numero che sale a 30'000 per il francese Guillaume, a 90'000 per l’inglese William e a più di 100'000 per l’originale tedesco Wilhelm.

Bar Tell, sanguinaccio Tell...

Chi si prende la briga di andare a controllare nel dettaglio trova un po’ di tutto: informazioni storiche, culturali o turistiche, ma anche particolari più curiosi.

Un link porta ad un bar ubicato... sulla Costa Azzurra. I ristoranti intitolati a Tell, non si contano più. Spesso il loro nome è stato scelto decine d’anni fa e i proprietari attuali ne ignorano il motivo.

In rete si possono trovare anche delle ricette. Si scopre così che il menu Tell è composto da un sanguinaccio servito con la passata di mele.

Guglielmo Tell è poi legato indissolubilmente all’opera lirica che porta il suo nome e diversi siti internet propongono le note di Rossini come suoneria per il cellulare.

Insomma, Guglielmo Tell non passa certo inosservato. Nel corso dei secoli la sua immagine è stata sfruttata da politici e pubblicitari, «due categorie che non si lasciano mai sfuggire un simbolo efficace», constata Uli Windisch.

Valori universali

Incuriosito da questa onnipresenza, Windisch ha consacrato un libro illustrato al personaggio e ai prodotti nati dalla sua leggenda: «Tell au quotidien» (Tell nel quotidiano).

«Troppo spesso gli studiosi si sono accontentati di dire che Guglielmo Tell non è esistito e che perciò bisognava buttarlo nella pattumiera della storia. Eppure, osservando il mondo, io lo vedevo ovunque. Ho cercato di capire il perché di questa presenza».

Secondo Uli Windisch, il successo di Tell deriva essenzialmente dal fatto che il racconto delle sue gesta è di facile interpretazione. Non bisogna poi dimenticare che «il mito evoca dei temi fondamentali che riguardano tutti».

«Libertà, coraggio, rivolta nei confronti di un potere totalitario: siamo tutti attaccati a questi valori», commenta il sociologo. «Ognuno può trovarvi un punto di riferimento. La sua immagine è universalmente conosciuta e, che piaccia o no, evoca sempre qualcosa».

Elementi collegati

Ma c’è un altro aspetto che ha contribuito a sedurre il mondo dei pubblicitari: ogni elemento del simbolo, anche utilizzato da solo, permette un riferimento immediato al mito nel suo insieme.

Basta mettere su una locandina una mela e una balestra, perché le si associ a Guglielmo Tell. Del resto la balestra è diventata un simbolo della qualità svizzera e come tale ha fatto il giro del mondo.

Da ultimo, Uli Windisch evoca anche «la straordinaria polivalenza di Guglielmo Tell. È un personaggio ricco di sfumature. Anche se ha delle funzioni tradizionali (patriota e padre modello), può spingere al sorriso quando diventa una caricatura».

«In effetti, Guglielmo Tell ha tutte le qualità», conclude il sociologo. «È diventato più di un eroe, è un simbolo onnipresente e conosciuto da tutti».

swissinfo, Alexandra Richard
(traduzione: Doris Lucini)

Fatti e cifre

Per Guglielmo Tell, Google dà 100'000 risposte in tedesco
90'000 in inglese
30'000 in francese
9'000 in italiano

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In breve

Bottiglie di birra, coltellini svizzeri, scatole di cioccolatini, scarpe, souvenir... Apprezzato o no, Guglielmo Tell non può essere ignorato. È onnipresente.

Sono soprattutto il mondo della politica e della comunicazione ad aver fatto ricorso a più riprese al mito di Guglielmo Tell.

Col tempo, la balestra dell’eroe è diventata il sigillo di qualità svizzero. Per poterla apporre ai propri prodotti è necessario avere l’autorizzazione dell’ufficio della proprietà intellettuale.

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