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Un tribunale in cerca di cause

Uno dei due edifici storici destinati al TPF, Blocher permettendo

(Keystone)

Un tribunale senza lavoro? Sin dalla sua inaugurazione – il 1° aprile 2004 – il Tribunale penale federale di Bellinzona cerca di dimostrare la propria ragion d’essere.

La sua sede è provvisoria, in attesa di una collocazione definitiva in due edifici storici da riattare. Ma il progetto è per ora bloccato dal ministro di giustizia Christoph Blocher, che è scettico sull’effettiva mole di lavoro dei giudici.

Il Tribunale penale federale (TPF) è frutto della riforma giudiziaria svizzera accettata in votazione popolare nel 2000. Da tale riforma è scaturito pure il Tribunale amministrativo federale, con sede a San Gallo.

Le due Corti

L’obiettivo principale della costituzione del TPF era di alleggerire il lavoro del Tribunale federale di Losanna, la massima corte elvetica. Il TPF è suddiviso in due Corti.

La Corte penale esamina le cause penali sottoposte alla giurisdizione federale. Si tratta in particolare di crimini e di delitti che ledono gli interessi della Confederazione, del finanziamento del terrorismo, nonché di casi di criminalità organizzata e di riciclaggio di denaro.

La Corte dei reclami penali giudica invece i reclami contro atti o omissioni del procuratore generale della Confederazione o dei giudici istruttori federali. Essa regola pure i conflitti di competenza tra cantoni. Il presidente della Corte dei reclami penali è inoltre chiamato ad autorizzare a livello federale la sorveglianza postale e telefonica.

“Il lavoro non manca”

“In generale il Tribunale funziona molto bene e il lavoro non manca”, precisa a swissinfo Mascia Gregori Al-Barafi, segretaria generale del TPF, rispondendo così alle critiche secondo cui finora il Tribunale ha trattato solo pochi casi.

“La Camera dei reclami penali ha tantissimo lavoro – afferma – mentre è vero che la Camera penale ha meno casi di quelli progettati”. Fino al 31 luglio 2004 erano giunti un paio di casi alla Corte penale e 108 ricorsi alla Corte dei reclami penali. Si calcola che entro fine 2004 arriveranno al massimo altri otto atti d’accusa, destinati quindi alla Corte penale.

Il primo processo davanti alla Corte penale si è svolto l’11 agosto 2004: un ex funzionario federale è stato accusato di truffa per mestiere, riciclaggio di denaro per mestiere e falsità in documenti.

Sede provvisoria

Attualmente il TPF è situato in modo provvisorio presso Business Center di Bellinzona. La definitiva ubicazione del TPF è prevista per il 2008 presso la Scuola cantonale di commercio (un edificio del 1894/95) e il Pretorio (del 1905). Per i lavori di ristrutturazione e ampliamento sarà però necessario un investimento di 45 milioni di franchi. Secondo una chiave di riparto concordata fra Confederazione e Cantone Ticino, a quest’ultimo spetta il pagamento del 43% della somma.

Scetticismo di Blocher

Ma il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia, Christoph Blocher, ha deciso di bloccare il progetto. Il consigliere federale vuole infatti dapprima verificare l’effettiva mole di lavoro dei giudici del TPF.

Secondo la segretaria generale del TPF, se gli incarti continueranno ad essere meno di quelli previsti “è possibile che il progetto sia da riesaminare”. “Ma nella sede attuale tutti gli spazi sono già occupati”, precisa Gregori Al-Barafi. Attualmente 25 persone, di cui 11 giudici, lavorano presso il TPF. Il progetto originario prevede l’impiego di almeno 15 giudici su un totale di 90 dipendenti.

swissinfo, Nenad Stojanovic, Bellinzona

Fatti e cifre

Il 12 marzo 2000 il popolo e i cantoni hanno accettato la riforma giudiziaria.
Il TPF di Bellinzona è in funzione dal 1° aprile 2004.
Vi lavorano 25 persone, di cui 11 giudici.
Costo dei nuovi locali: 45 milioni di franchi.

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In breve

Il Tribunale penale federale di Bellinzona è frutto della riforma giudiziaria.

Nei primi mesi della sua attività ha avuto meno lavoro di quello previsto.

La sua definitiva ubicazione presso i due edifici storici della capitale ticinese è per ora bloccata dal consigliere federale Christoph Blocher.

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