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Un voto che divide anche la stampa



Il Röstigraben ha trovato spazio soprattutto sulle colonne dei giornali della Svizzera francese

Il Röstigraben ha trovato spazio soprattutto sulle colonne dei giornali della Svizzera francese

(swissinfo.ch)

Il risultato della votazione di domenica divide non solo il popolo ma anche la stampa. I giornali romandi e ticinesi commentano abbondantemente il fossato tra regioni linguistiche, mentre quelli della Svizzera tedesca salutano l'adozione di una misura «equilibrata».

Il sì alla revisione della legge sull'assicurazione disoccupazione non sorprende più di quel tanto i commentatori dei quotidiani elvetici. «I referendisti, sinistra e sindacati in primis, sempre in svantaggio stando ai sondaggi, hanno provato a recuperare, ma invano», osserva il Corriere del Ticino.

«Un compromesso vittorioso», titola la Neue Zürcher Zeitung, secondo cui il risultato di domenica dimostra che «le riforme in materia di politica sociale devono soddisfare determinati requisiti per avere una chance davanti al popolo».

Meglio con la lima che con il martello

«Le proposte che vanno nel senso di uno smantellamento o di un ampliamento non hanno nessuna possibilità di essere accettate. Quando però parlamento e governo riescono a trovare un compromesso, i votanti generalmente si accodano», sottolinea il quotidiano zurighese.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Tages Anzeiger e il Bund, che nel loro commento comune scrivono: «Quando si tratta di rendite e prestazioni sociali, il popolo reagisce in maniera sensibile. Riesce ad aver successo chi procede con cautela e propone riforme che mantengono un certo equilibrio». «Limare piuttosto che martellare», riassumono nel titolo i due giornali.

Per la Berner Zeitung «va bene così», poiché le «riduzioni delle prestazioni sono senz'altro sostenibili». Anche per il Corriere del Ticino «questa riforma s'aveva da fare e alla fine s'è fatta», mentre per la Neue Luzerner Zeitung la revisione è «dura, ma ragionevole».

Differenza di mentalità

Il Röstigraben uscito dalle urne deve comunque far riflettere. «La vittoria e le sue ombre», titola Le Temps, secondo cui governo e parlamento farebbero bene a muoversi con la massima prudenza quando si tratta di rivedere al ribasso le prestazioni sociali. «Il voto di domenica ricorda che le sensibilità culturali uniscono e dividono uno Stato federale nel segreto delle urne. La vittoria di una maggioranza comporta delle ombre che bisogna saper capire».

Al pari di molte altre testate, la Neue Zürcher Zeitung rileva dal canto suo che il no dei cantoni latini (a cui si è aggiunto anche Basilea Città) è da collegare al più alto tasso di disoccupazione che vi è in queste regioni e a una differenza di mentalità. «La Svizzera occidentale e il Ticino puntano di più sulle prestazioni statali rispetto alla Svizzera tedesca e per questa ragione reagiscono in modo più critico quando sono confrontate a una riduzione». Per la NZZ, questa è una ragione in più per «essere pronti a dei compromessi» quando si discute di politica sociale.

«Di fatto, nelle regioni latine e senza dubbio anche a Basilea Città, lo spirito di solidarietà è una virtù che si ama difendere per principio, mentre gli svizzeri tedeschi sono più sensibili agli equilibri contabili e sono generalmente coscienti che i debiti conducono all'impotenza politica», spiega ancora Le Temps.

Un'analisi in parte condivisa anche dal Corriere del Ticino, secondo cui gli svizzeri tedeschi hanno un'atavica tendenza «a considerare delle assicurazioni sociali più i costi che i benefici. Con conseguente predisposizione, molto più accentuata rispetto alla Svizzera latina, a tagliare le prestazioni e a reprimere anche solo qualsiasi ipotesi di abuso».

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Inquietudini

Al di là delle analisi sulle ragioni del fossato creatosi domenica, molti giornali della Svizzera romanda si dicono inquieti di vedere negati i problemi a cui è confrontata la regione.

Le Quotidien Jurassien ritiene che la revisione sia stata «democraticamente imposta dalle regioni più risparmiate dalla crisi a quelle che soffrono ancora».

«Uno schiaffo per i disoccupati romandi», titolano il loro editoriale comune L'Express e L'Impartial. Per i due giornali del canton Neuchâtel, «si conosce già l'ammontare della fattura: quattro milioni di franchi per l'aiuto sociale che dovranno sostituire le indennità disoccupazione mangiucchiate dalla revisione».

Per Le Matin, gli svizzeri tedeschi «non hanno esitato a dare un'altra stretta di vite; e tanto peggio se sono i cantoni romandi, i più toccati dalla crisi, a dover pagare». «In altre parole», scrive il giornale, «è finita la solidarietà nazionale». Il vodese 24 Heures tempera invece i toni e invita a non trarre conclusioni affrettate dal fossato emerso domenica, poiché «la partecipazione al voto è stata molto bassa».

La Regione Ticino parla dal canto suo di «un segnale dalle regioni in difficoltà economiche». Un «grido d'aiuto» che non si può negare e che il governo dovrà «prendere sul serio», come del resto ha già promesso di fare.

Cambiamenti in sintesi

Contributi
Le trattenute salariali per l'Assicurazione contro la disoccupazione, pagate per metà dal lavoratore e dal datore di lavoro, vengono portate dal 2 al 2,2% sugli stipendi fino a 126'000 franchi annui.

Un contributo di solidarietà dell'1% verrà inoltre prelevato sulla parte di salario tra 126'000 e 315'000 franchi, fino a quando sarà cancellato il debito dell'Assicurazione contro la disoccupazione.

Prestazioni
Assicurati tra i 25 e i 55 anni: per percepire le prestazioni massime (400 indennità giornaliere), saranno necessari almeno 1,5 anni di contributi. Attualmente basta 1 anno di contributi.

Chi ha versato contributi solo per 1 anno riceverà indennità per una durata massima di 260 giorni.

Assicurati sopra i 55 anni: le prestazioni massime (520 indennità giornaliere) verranno versate solo a coloro che hanno pagato contributi per almeno 2 anni. Attualmente bastano 1,5 anni di contributi.

Assicurati sotto i 25 anni: contributi di almeno 1 anno daranno diritto a 200 indennità giornaliere, contro le 260 attuali. I giovani che non hanno versato contributi riceveranno solo 90 indennità giornaliere.

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