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Una "rossa" da dividere

Le vetture rosse della Mobility: un'immagine familiare sulle strade svizzere

(Keystone)

Il sistema del CarSharing, l'automobile da dividere con altri, introdotto cinque anni fa, in Svizzera gode di una crescente popolarità.

Chi abita in città, va al lavoro con il tram, prende la bicicletta per le gite domenicali ma ha bisogno di una macchina una o due volte al mese è il cliente tipo per il sistema Mobility CarSharing, fondato nel 1997 su iniziativa di un gruppo di ecologisti.

Il sistema CarSharing è una via di mezzo fra il non avere un'auto e il noleggiarla. Chi è interessato riserva una vettura via Internet e la prende poi in consegna al posto stabilito e per il periodo pattuito. La fattura arriva più tardi, per posta.

Una crescita incredibile

CarSharing è il complemento ideale ai trasporti pubblici. Per questo funziona particolarmente bene in Svizzera: 47'000 persone utilizzano 1'700 vetture. L'idea alla base del progetto che riscontra tanto successo: invece di avere tante persone con tante automobili, più persone si dividono un'automobile.

Nel 1997, quando venne lanciato questo sistema, i membri erano 17'000 e le vetture a disposizione 760. Mobility CarSharing ha cambiato anche la filosofia di chi usa la macchina.

L'automobile non è più vista come un "nemico", guidare o non guidare non è più una questione ideologica. Quello che conta è lo scopo dell'impiego della macchina. Inoltre i vari mezzi di trasporto sono complementari.

Risparmi notevoli

Secondo la cooperativa Mobility CarSharing chi, invece di possedere una propria automobile, si avvale di questo sistema, riduce i propri spostamenti in macchina di 6'700 km all'anno e risparmia fino al 57% di carburante.

Ciò vale soprattutto per chi non percorre più di 12'000 km all'anno. In caso contrario, meglio prendere la propria macchina.

Una vettura Mobility costa dai 50 agli 80 centesimi a seconda del tipo di automobile, benzina compresa. A questo importo si aggiungono dai 2.70 fr. ai 4.20 fr. all'ora.

I vantaggi economici si traducono in vantaggi ecologici ma anche in una maggiore praticità: non c'è più bisogno di occuparsi di assicurazioni e vignette, di cambiare le gomme, di pensare alle riparazioni.

Le esperienze all'estero

In Germania CarSharing conta 55'000 membri spiega a swissinfo Jürgen Tesch, direttore di "Stattauto München". Pochi dunque, rispetto ai 47'000 della piccola Svizzera.

Secondo Tesch ciò si spiega con il frazionamento del mercato tedesco. In Svizzera l'unificazione rapida del sistema ha permesso di sviluppare un'offerta e tariffe unitarie per tutto il Paese.

In Svezia, Austria, Olanda, Gran Bretagna e perfino in Italia il CarSharing comincia ad attecchire. In Francia e in Spagna invece il sistema non ha successo. Tuttavia, non bisogna dimenticare che per essere efficiente il CarSharing deve poter contare su una rete di trasporti pubblici ben organizzata.

Futuro promettente

"In Svizzera il sistema Mobility è una componente essenziale della politica dei trasporti nazionale" spiega a swissinfo l'esperto Ueli Häfeli dell'Istituto di ricerca Interfax.

Secondo il programma federale Energia 2000, in Svizzera sono 1,7 milioni le persone che corrispondono al profilo dell'utilizzatore tipo di CarSharing. Il direttore di Mobility, Karl Heusi, è più modesto e ritiene che mezzo milione di persone potrebbero ancora diventare clienti. Secondo l'esperto Ueli Häfeli quello che manca ancora è l'interesse nelle fasce più ampie della popolazione.

Rebecca Vermot


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